Valencia insolita e curiosa

Museo Semana Santa, ValenciValencia è una città meravigliosa che offre molte opportunità di visita. Fra monumenti, musei, piazze, giardini e movida è in grado di rispondere alle aspettative più diverse: dalle famiglie, alle coppie, ai viaggiatori solitari, dagli amanti dell’arte a quelli che preferiscono la natura, ognuno troverà quel va cercando. Chi ci segue sa che amiamo ricercare angoli inediti o aspetti curiosi nei nostri viaggi, tanto meglio se sono legati a tradizioni autentiche. Anche da questo punto di vista, Valencia non delude, anzi: la città spagnola si rivela presto un braciere che tiene vive usanze e feste molto sentite dalla popolazione. E non a caso parliamo di braciere: si scopre presto, infatti, che il fuoco è un elemento ricorrente nel calendario valenciano. Sia che bruci in falò i ninots delle Falles, sia che accenda la polvere da sparo degli spettacoli pirotecnici tutto pare avere origine, e  fine, dalle fiamme.  Il modo migliore per apprezzare questi riti…calienti sarebbe ovviamente quello di parteciparvi, ma anche non potendo essere presenti in città nelle tante festività,  vi sono luoghi che ne permettono una prima conoscenza:

Museo Fallero, Valencia

Museo Fallero, Valencia

Museo Fallero: il più conosciuto è sicuramente il Museo Fallero cioé lo spazio in cui, oltre a essere mostrati i ninots salvati dal rogo delle falles ne viene illustrata la storia mediante affiches, fotografie e pannelli esplicativi.  Ma che cosa sono le falles? Non è facile capire il senso di quello che potrebbe apparire come un onirico circo dell’assurdo. Le Falles, infatti, sono curatissimi fantocci satirici realizzati con materiale combustibile la cui unica ragion d’essere è proprio quella di esser bruciati per la festa di San Giuseppe (19 marzo). Da non confondere con i nostri carri del carnevale, le falles sono un’usanza assolutamente locale a cui si dedicano sapienti artigiani, gli artisti fallers appunto,  con il supporto e il coinvolgimento di tutto il quartiere d’appartenenza. L’origine di questa singolare usanza si colloca alla metà del XVII secolo quando rappresentava solo una parte dei festeggiamenti per il patrono dei falegnami. I pupazzi  spesso rappresentavano fatti o personaggi che si erano meritati la vergogna e venivano appesi fra una casa e l’altra oppure appoggiati a rudimentali palchi. I bambini raccoglievano poi il materiale per le pire e con grande partecipazione popolare si assisteva ai falò. Da allora le falles si fecero sempre più complesse e si cominciò ad accompagnarle con versi fino a rendere possibile lo sviluppo di una vera e propria narrazione a scopo burlesco e citico. Contemporaneamente, crebbe la perizia tecnica  e l’attenzione  ai materiali necessari alla loro costruzione. A un certo punto ci si rese conto del valore artistico di questi manufatti: non più rozzi baldacchini fai da te, ma veri capolavori.  E’ così che, pian piano, si fece strada il desiderio di salvare le opere più belle dalla distruzione. La svolta si ebbe quindi nel 1934 quando, con votazione popolare, un ninots particolarmente pregevole scampò alla sua fine. Da allora ogni anno alcuni ninots vengono “indultati” dal fuoco e noi possiamo ammirarli al museo.

Museo Fallero, Valencia

Museo Fallero, Valencia

Informazioni pratiche: indirizzo: Plaza Monteolivete, 4. Orario: dal lunedì al sabato, dalle 09:30 alle 19:00. Domenica e festivi, dalle 09:30 alle 15:00. Prezzi: 2€, 1€ (bambini dai 7 ai 12 anni, gruppi, pensionati e studenti muniti di Carta Giovani). La domenica e tutti i festivi, l’ingresso è gratuito. Gratuito con la Valencia tourist card.

Museo Semana Santa Marinera, Valencia

Museo Semana Santa Marinera, Valencia

Museo Semana Santa Marinera: dal più conosciuto a forse quello più sottovalutato, il Museo Semana Santa Marinera racconta un’altra faccia delle festività valenciane:, quella legata alla devozione popolare. Questo piccolo museo è un autentico gioiello nascosto che svela l’anima marinara di Valencia. Non a caso quest’evento si svolge solo nei quartieri più vicini al mare cioè quelli di El Grao, el Cabañal e el Cañamelar.  Le prime testimonianze scritte su questa celebrazione cristiana risalgono alla meta del XVIII secolo, cosa che prova innegabilmente le origini più antiche della festa.

Museo Semana Santa Marinera, Valencia

Museo Semana Santa Marinera, Valencia

Protagoniste sono le ventotto confraternite della Junta Major che ogni anno rinnovano la tradizione. Fra i momenti più importanti ci sono sicuramente il giovedì santo, quando si tiene la visita e l’adorazione dei monumenti e delle immagini sacre custodite nelle chiese, il venerdì di passione e la resurrezione di Cristo. A catturare l’attenzione sono gli abiti delle confraternite incappucciate, i carri dorati e infiorati che portano splendide statue della Vergine, di Cristo e altri caratteri biblici, il suono dei tamburi e i rintocchi delle campane. Particolarmente suggestiva è anche la processione del Cristo del Cabanal sulla spiaggia alle prime luci del mattino. Nel museo si può rivivere la manifestazione toccando con mano lo sfarzo dei carri, la cura dei costumi e osservando i manifesti e vari cimeli in esposizione.

Informazioni pratiche: indirizzo: calle del Rosario, 1.  Orario: dal martedì al sabato: dalle 9:30 alle 14:00 e dalle 15:00 alle 19:00. Domenica e giorni festivi: dalle 9:30 alle 15:00. Prezzi: 2€, 1€ (bambini dai 7 ai 12 anni, gruppi, pensionati e studenti muniti di Carta Giovani). Domenica e festivi, ingresso gratuito.

Museo Semana Santa Marinera, Valencia

Museo Semana Santa Marinera, Valencia

1024px-Roca1

Casa Las Rocas.  Valencia

Museo Casa de Las Rocas: ancora carri trionfali in questo museo e ancora religione. Questa volta parliamo della sfilata del Corpus Domini di Valencia, sicuramente, una delle tradizioni più radicate della città. Las Rocas sono i carri di origine barocca che servono da palcoscenici moventi per sacre rappresentazioni. La sfilata dei carri è preceduta dal corteo di giganti e nani e seguita da quella dei cirialots (perché portano i ceri),  i re d’armi, gonfaloni e personaggi simbolici desunti dai testi sacri. Fra questi, colpisce la Moma: vestita completamente di bianco come emblema della virtù, ha un ché di inquietante.

Informazioni pratiche: indirizzo: roteros, 8. Orario: Dal martedì al sabato: dalle 9:30 alle 14:00 e dalle 15:00 alle 19:00. Domenica e giorni festivi: dalle 9:30 alle 15:00. Prezzi: 2€, 1€ (bambini dai 7 ai 12 anni, gruppi, pensionati e studenti muniti di Carta Giovani). Domenica e festivi, ingresso gratuito.

La Vergine degli abbandonati, all'interno della Basilica. Valencia

La Vergine degli abbandonati, all’interno della Basilica. Valencia

Basilica della Vergine degli abbandonati: in questa chiesa, dal nome bizzarro e in realtà lunghissimo, si trova la Patrona di Valencia: una statua della Vergine amatissima dalla popolazione. La sua storia è davvero particolare perché si lega alla fondazione del primo ospedale per malati di mente di Valencia: l’Ospedale degli Innocenti istituito nel 1409. La devozione verso quest’immagine crebbe negli anni, tant’è che nel 1489 si stabili di trasportare la statua dall’ospedale  a un luogo più adatto alla sua importanza.  A questo fatto contribuì senz’altro la peste che imperversò duramente in città nel Seicento. Ed infatti fu in questo periodo che la statua giunse alla sua sede attuale.  Questa storia interessante, tuttavia, non spiega ancora uno dei dettagli più strani della Vergine: osservando la sua figura, infatti,  non si può fare a meno di notare un particolare: la Patrona sembra avere una posa ricurva  che le ha meritato il nomignolo “geperudeta”,  affettuosamente, la “gobbetta”. Ed è vero! La Madonna è stata concepita come se stesse per piegare il capo in avanti. Questo particolare si spiega allora con un dettaglio un po’ creepy: essa fu pensata per accompagnare i defunti nel loro viaggio verso l’Aldilà: sdraiata in posizione supina sopra la cassa da morto, con la testa appoggiata a un  cuscino (e quindi leggermente rialzata).

Al giorno d’oggi la Vergine è ancora oggetto di una grande festa in cui viene trasportata in trionfo dalla basilica alla Cattedrale. La festa si tiene la seconda domenica di maggio.

Informazioni pratiche: indirizzo:  Plaza de la Virgen. Orario: visitabile tutti i giorni dalle ore 7:00 alle 14:00 e dalle ore 16:00 alle 21:00.Ingresso gratuito.

Mercato centrale, Valencia. Sul pennone veglia la "cotorra" il pappagallo

Mercato centrale, Valencia. Sul pennone veglia la “cotorra” il pappagallo

Queste sono solo alcune delle stravaganze di Valencia! Perché molti sono i luoghi che raccontano storie, leggende, tradizioni vivaci e lo spirito talvolta ironico di questa città. Per esempio, sapete che a Valencia è custodito probabilmente il Santo Gral? Sì, lo so che “dici calice ed è subito Gral” e ve ne sono di sparsi un po’ ovunque nel mondo, però questo è fra i più accreditati perché proveniente dalla Palestina.  Vi siete mai chiesti perché si trovi un pappagallo sopra il Mercato Centrale? E ancora, perché il simbolo di Valencia è  un pipistrello? Che cosa succede ogni giovedì a mezzogiorno nei pressi della Cattedrale?  Se volete soddisfare queste curiosità, il mio consiglio è quello di rivolgervi a Libertours, le cui guide ci hanno accompagnato in giro per la città spiegandoci in perfetto italiano il suo lato bizzarro. Una delle tante caratteristiche che rendono Valencia una città davvero speciale. Recandovi presso gli uffici turistici della città e consultando il sito Visit Valencia potrete programmare al meglio i vostri itinerari  per non perdervi nulla.

 

 

Commenti da Facebook

comments

2 Comments:

  1. Complimenti, bellissimo articolo, che come Valenciana mi è piaciuto tanto.

     

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *