Antelope Canyon Lower

Antelope Canyon Lower

Dopo aver salutato la Monument Valley, una lunga strada polverosa ci ha condotto fino a Page. A prima vista, questa cittadina dell’Arizona, ormai famosa in tutto il mondo per l’Antelope Canyon, non mi ha conquistato. Mentre il sole scendeva basso sulla terra inaridita ed io ero persa nei pensieri sul popolo Navajo, Page ci ha salutato con lo sbuffo di tre alte ciminiere. Oltrettutto questo “paese” si è subito rivelato quanto di più distante dal concetto europeo di città: senza un centro individuabile come tale, ma senza neanche una strada un po’ più graziosa in cui passeggiare. No, Page non mi è piaciuta subito, devo ammetterlo. Mi è sembrata quasi uno scherzo con quelle villette sparse in mezzo al deserto e grandi vialoni arrotolati come le spire di un serpente di cui non capivo il senso.  Eppure, sembra incredibile, Page si è rivelata un baule pieno di tesori inaspettati. Così belli da togliere il fiato. E non sto parlando solo dell’Antelope Canyon. Ve ne elenco quindi sette, imperdibili. Ma tenete a mente che ce ne sono ancora altri, tutti da scoprire!

vedura vertiginosa all'interno del Lower Antelope Canyon, Arizona

veduta vertiginosa all’interno del Lower Antelope Canyon, Arizona

1. Antelope Canyon: non posso che cominciare dal più famoso, un vero sogno per me, che ha contribuito a dare il via all’idea di un viaggio negli USA e a modellarlo tenendo fissa nella mente questa tappa. In realtà bisogna parlare di due canyon: il Lower e l’Upper. Il più noto è sicuramente l’Upper, grazie alle foto che ritraggono un fascio di luce che penetra al suo interno dall’alto, un’immagine che ha un che di divino. Tuttavia, noi abbiamo scelto di visitare il Lower su consiglio del padrone del B&B in cui abbiamo alloggiato. La ragione è semplice: per godere del particolare effetto ottico dell’Upper bisogna trovarsi lì all’ora giusta ( a seconda, ovviamente, della stagione), il Lower invece regala scorci magnifici in ogni momento ed è più facile così organizzare la giornata a proprio piacimento. Beh, devo dirvi che questo canyon è uno dei posti più magici chi io abbia mai visto. Qui davvero sembra che la natura si sia armata degli strumenti di un’artista e si sia divertita a plasmare nella sabbia sinuosi nastri. Lì, abbia voluto imprimere un volto; là, un animale; altrove, abbia preso il pennello e con una tavolozza dalle tonalità ocra, rosa, cipria, arancio abbia voluto infondere morbidezza al suo capolavoro. La bellezza dell’Antelope è commovente e, man mano che si cammina, si scende sempre di più nelle viscere della terra, percorrendo passaggi sempre più stretti, mentre il cielo diventa un’onda blu che si ritira sempre più lontano. Indimenticabile.

volto di donna all'interno del Lower Antelope Canyon

volto di donna all’interno del Lower Antelope Canyon

Informazioni pratiche: entrambi i canyon sono gestiti dalla popolazione Navajo. Si entra solo accompagnati e bisogna fare un biglietto di ingresso al baracchino apposito. Volendo, è possibile aver un pass fotografico che permette di visitare il canyon più a lungo e di entrare prima del gruppo. Per averlo è sufficiente aver macchina fotografica e cavalletto. Per informazioni sempre aggiornate, vi invito a consultare il sito dei Parchi Navajo .

l'Horseshoe Bend, Page, Arizona

l’Horseshoe Bend, Page, Arizona

2. Horseshoe Bend: E’ innegabile: l’Antelope Canyon di per sé giustifica un viaggio fin qui, ma questa non è l’unica ragione per farlo.  Page, infatti, sfodera subito un altro asso nella manica: l’Horseshoe bend. Il fiume Colorado ha scavato nei secoli un meandro profondo 100 metri e si può arrivare fin sul suo strapiombo guadagnando una vista ineguagliabile. Mai ci si immaginerebbe che in mezzo al deserto si possa trovare questo spettacolo. in basso, ai piedi dell’abisso, l’acqua verde smeraldo del fiume avvolge come una stola la roccia ruvida e rossa dell’Arizona. L’Horseshoe si trova poco distante dall’abitato e una volta giunti sul posto sarete colpiti dal numero di fotografi assiepati sul margine.  Io vi consiglio di astrarvi per un attimo, lasciar perdere foto, cellulari, tag e notifiche e di lasciarvi conquistare dalla maestosità della natura. In posti come questi ci si sente infinitamente piccoli, ma anche infinitamente grati per tutta questa bellezza.

Informazione pratiche: non ci si crede, ma questo luogo non è a pagamento. Anzi, è proprio liberamente accessibile e non ci sono neanche tante indicazioni. Bisogna prendere una deviazione dalla US 89 che porta a un parcheggio e, da qui, imboccare il sentiero.

Il lago Powell, Page, Arizona, durante la nostra kayakkata

Il lago Powell, Page, Arizona, durante la nostra kayakkata

3. Lake Powell: uno dei motivi che ha portato alla fondazione di Page è stata la creazione del lago artificiale Powell, dovuto alla costruzione della grande diga di Glen Canyon sul fiume Colorado. Il Lake Powell è anche una delle immagini che si vedono in 2001 Odissea  nello spazio e, per questo, eravamo molto curiosi di vederlo.  Ci sono molti punti per osservare il lago in tutta la sua magnificenza, ma noi abbiamo scelto di conoscerlo…dal suo interno. Recandosi in località Marina è infatti possibile noleggiare un kayak e darsi alla scoperta del lago! Io mi sono pure concessa un bagno!

Informazioni pratiche: per cercare le più belle vedute sul lago, potete chiedere all’info point di Page dove si trova questo punto panoramico: Alstrom Point. In alternativa, un’altra zona con una bella vista si trova due miglia a nord  della Glen Canyon Dam sulla US 89 (segnalato da un cartello).

Fin qui abbiamo parlato della cose più classiche di una gita a Page, ma è ora che viene il bello. Non tutti infatti sanno che poco distante da qui si trova un luogo estremo, ma sublime che nasconde alcune forme naturali fra le più pittoresche della terra: il Grand Staircase Escalante National  Monument. Dichiarato monumento nazionale nel 1996, quest’area è una miniera di formazioni geologiche spettacolari. Ma, attenzione, quando dico che si tratta di un luogo estremo, non sto esagerando: qui è molto facile perdersi e il clima desertico non aiuta di certo. Non a caso alcuni turisti  ed esploratori non sono mai tornati indietro dalle loro passeggiate, fra questi, Everett Ruess, la cui scomparsa è ancora ammantata di leggenda.  Per essere precisi, il Grand Staircase ricade nel territorio dello Utah, ma Page, molto vicina al confine, rappresenta un appoggio comodo.

Vediamo allora alcune delle sue gemme che continuano di diritto la classifica dei luoghi più belli da vedere nei dintorni di Page:

Old paria, Page, Arizona

Old paria, Page, Arizona

4. Old Paria: l’Old Paria per noi è stato una sorpresa e un regalo allo stesso tempo. I nostri programmi prevedevano un’escursione al Buckskin Gulch (ve l’ho detto che sono tante le cose da vedere qui!), ma nel nostro periodo di visita le forti piogge hanno reso molti luoghi inaccessibili: il Buckskin era uno di questi. Siamo stati quindi  indirizzati verso l’old Paria. Questo posto un tempo era un set cinematografico per film western che purtroppo è stato distrutto.  Dopo aver percorso un po’ avventurosamente una sterrata si arriva a una pianura brulla in mezzo a un paesaggio straordinario: alcune colline di sabbia rappresa che sembrano dipinte a mano, strato dopo strato. Si rimane veramente a bocca aperta.

Informazioni pratiche: da Page ci si dirige verso Kanab. Si sorpassa la località Big Waters.. Si supera anche l’area di accesso all’Escalante e si prosegue fino a imboccare la sterrata (BML 585).

un dettaglio coloratissimo delle colline dell'Old Paria

un dettaglio coloratissimo delle colline dell’Old Paria

5. Yellow Rock: la Yellow rock era una delle nostre possibili escursioni, ma anche questa zona era inacessibile all’epoca del nostro viaggio per le forti piogge. Io ve la consiglio perché è in luoghi come questi che si comincia ad apprezzare tutta la potenza immaginifica dell’area. Come dice il nome, la Yellow rock è una stratificazione rocciosa di colore principalmente giallo. In realtà sembra una colata di mousse al caramello, con tanta panna sopra e riccioli di cioccolato. Per raggiungerla è ncecessario percorrere un sentiero erto che quindi richiede un po’ di impegno fisico, ma il panorama una volta giunti in cima è impagabile.

Yellow Rock (3684295537).jpg
Yellow Rock (3684295537)” by Greg WillisYellow Rock. Licensed under CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons.

Informazione pratiche: la Yellow Rock si raggiunge con un sentiero che si stacca da un parcheggio posto all’incrocio fra la Cottonwood Canyon Road e la Brigham Plains Road.

6. Wahweap hoodoos: un altro luogo che mi sento di segnalarvi e che purtroppo non abbiamo potuto vedere è quello dei Wahweap Hoodoos. Il termine Hoodoos significa letteralmente “funghi” e non è difficile capire perché. Gli Wahweap Hoodoos sono alti pinnacoli rocciosi (calcarei?) bianchi con un cappello color castagna. Si tratta di un ambiente tanto suggestivo quanto fragile e tutt’ora in mutamento. Per questo, per accedervi, è consigliabile rivolgersi presso il Visitor Center della cittadina di Big Water per avere informazioni aggiornate. Se, come noi, vi trovaste nelle condizioni di dover rinunciare alla visita, potreste consolarvi con quella ai Toodstools hoodoos, altri funghetti scenografici alle porte del Grand Staircase. Attenzione: anche questo luogo è molto caldo!

Toodstools Hoodos, Page, Arizona

Toodstools Hoodoos, Page, Arizona

7. The Wave: termino con una chicca, un sogno da biglietto della lotteria. E non sto scherzando! Per aggiudicarsi la visita al Coyote Buttes North, questo il nome dell’area protetta, poco distante dal Grand Staircase ma in realtà incluso nel Vermillion Cliff National Monument, c’è solo un modo: ottenere uno dei venti pass giornalieri iscrivendosi alla lotteria on-line (come spiegato meglio a questo link). Val la pena tentare per vedere quello che è, a detta di molti, il fiore all’occhiello delle bellezze naturali del South-West. The Wave è un luogo onirico, lisergico e ipnotico. qui la sabbia indurita e modellata in anni e anni dagli agenti atmosferici ha assunto la forma di perfette onde declinate in una palette sui toni del mattone, il rosa, il giallo. Chi ha avuto la fortuna di vederlo, ha avuto una sorta di shock emotivo, una vera e propria sindrome di Stendhal.

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Vermillion-Wave” by Sehara . Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons.

Cosa ne dite? Scommetto che adesso Page è entrata nella vostra bucket list…nonostante quelle  brutte ciminiere che tentano di dissuadere i meno audaci, si è rivelato uno dei posti più sorprendenti del pianeta!

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