Mulazzo, Lunigiana: la terra di Alessandro Malaspina

Borgo di Mulazzo

Borgo di Mulazzo, Lunigiana

Nemo propheta in patria, si dice. E niente descriverebbe meglio il contenuto di quest’articolo che, riguarda, ancora una volta, una piccola perla della Lunigiana.

Vi porto a Mulazzo, Lunigiana, comune della Provincia di Massa Carrara e antico borgo oggi noto soprattutto per la festa dei librai che si tiene nella vicina frazione di Montereggio.  La storia è assai nota: a partire dai primi del Cinquecento gli uomini di queste colline isolate partirono alla volta delle città, Pontremoli, innanzitutto, seguita dagli altri centri di pianura, con la gerla piena di libri, almanacchi, lunari, spesso testi messi all’indice grazie al quale nell’Ottocento si accese la miccia del patriottismo e crebbe il germe della rivolta. Una bella storia custodita fra le mura possenti di questi borghi che raccontano anche del bisogno impellente del muoversi, dello spostarsi di colle in colle fino ai confini delle proprie terre. Sarà forse per questo che proprio dal turrito borgo di Mulazzo mosse i primi passi la storia del grande esploratore Alessandro Malaspina.

Chiesa di San Martino

Chiesa di San Martino

Per trovare Mulazzo bisogna risalire il corso del Magra, nella sua sponda destra ed arrivare sotto l’anfiteatro appenninico che separa la Lunigiana dalla ligure Val di Vara, a cui si accede dal Passo dei Casoni. La prima cosa che noterete avvicinandovi al borgo sarà il suo aspetto compatto e uniforme, rotto solo dal profilo giallastro della chiesa di san Martino. Poi le porte, ben conservate, che annettono nella ragnatela di vicoli che si inerpicano fino al centro dell’abitato. In un angolo, solitarie e maliconiche, scorgerete le rovine del Castello, la “torre di Dante”, così chiamata per ricordare il soggiorno del Sommo Poeta, venuto in Lunigiana per stipulare, nel 1306, la pace fra il vescovo di Luni e il ramo ghibellino dei Malaspina: quello dello Spino secco. I Malaspina infatti giunsero in Lunigiana nel XII secolo d.C.. La famiglia presto si trovò, per la legge salica, a spartire il feudo fra i due fratelli Corrado e Obizzo che diedero vita a due differenti rami del casato: lo spino secco, con capitale a Mulazzo e territori che abbracciavano tutta la riva destra del magra e il feudo di Villafranca; e lo Spino fiorito che si insediò sull’altro argine del fiume, con sede a Filattiera.

Dante Alighieri, scultura di Arturo Dazzi a Mulazzo

Dante Alighieri, scultura di Arturo Dazzi a Mulazzo

Tuttavia lo spino di Mulazzo non doveva essere davvero così secco se nel 1754 diede alla nascita Alessandro Malaspina:uno dei più grandi navigatori della sua epoca. Alessandro, figlio del marchese di Mulazzo e terzogenito della famiglia era destinato alla vita clericale. Che sia stato per l’aria respirata fra i librai del suo paese, o per una predisposizione naturale – non lo sapremo mai – Alessandro non amò gli studi religiosi e manifestò un fortissimo interesse per la navigazione e il viaggio. La sua famiglia, che nel frattempo si era trasferita a Palermo, volle credere a questa vocazione e acconsentì al suo ingresso nella marina. Iniziò così una brillante carriera di successi e scoperte fondamentali. Difatti, alla morte del padre, Alessandro seguì uno zio alla corte spagnola dove scalò rapidamente tutti i gradi  e ottenne di prendere parte a spedizioni scientifiche e cartografiche in tutto il mondo.

Ritratto di Alessandro Malaspina

Ritratto di Alessandro Malaspina

La prima di queste fu quella dell’Astrea. L’impresa salpò da Cadice nel 1786, sfioro l’Africa e si diresse in Sud America doppiando Capo Horn. Poi toccò Lima e prese il largo per le Filippine. Da qui ripartì; quindi raggiunse il Capo di Buona Speranza, ma fu sorpresa dalle tempeste e indebolita dalla malattia. Finalmente, nel 18 maggio del 1788 ,l’Astrea rientrò vittoriosa nel porto di Cadice. Questa spedizione fu solo la prova generale di un’avventura titanica che non ha nulla da invidiare ai più noti viaggi di James Cook, per dirne uno.

Descubierta e Atrevida

Descubierta e Atrevida

Alessandro cominciò a maturare l’idea che fosse necessario un viaggio non tanto di scoperta quanto di studio delle terre da poco conosciute. Con spirito illuminista il capitano selezionò il miglior equipaggio e un’equipe di cartografi, astronomi, geologi, naturalisti, pittori e disegnatori provenienti non solo dalla Spagna, ma da tutta Europa. Il viaggio venne pianificato nei minimi dettagli; servirono ore di studio, confronto e dibattito con i luminari del settore. Sulle corvette nuove di zecca nominate Descubierta e Atrevida in onore di Cook, fu allestita una grande biblioteca di mappe e libri e furono portati i più moderni strumenti scientifici. Il 12 giugno 1789 i grandi velieri lasciarono il porto di Cadice. Il viaggio durò cinque lunghissimi anni durante il quale Alejandro, come divenne noto in Spagna, navigò dall’Uruguay all’Alaska. Passò dalla terra del fuoco, dal Perù, dall’Ecuador, dal Nicaragua e raggiunse il Messico. Durante il viaggio non mancarono missioni per raccogliere campioni botanici, compiere rilievi altimetrici e fluviali ed entrare in contatto con le popolazioni locali facendo fare un balzo in avanti agli studi antropologici.

La rotta di Malaspina

La rotta di Malaspina

Una volta in Messico, l’equipaggio venne raggiunto dall’ordine della Corona di recarsi a settentrione in cerca del vagheggiato Passaggio a Nord-Ovest. Fu così che, nel 1791, le Corvette levarono l’ancora da Acapulco in rotta verso l’Alaska. Non trovarono il varco di navigazione attraverso i ghiacciai artici, ma strinsero rapporti di amicizia con la popolazione di Yakutat e dell’attuale Vancouver Island. L’impresa si curò anche di correggere e perfezionare i perimetri costieri e le altitudini dei rilievi.

Jose del Pozo, illustrazione dalla spedizione Malaspina

Jose del Pozo, illustrazione dalla spedizione Malaspina

Dopo l’artico toccò al Pacifico con l’esplorazione delle isole Marianne, della Cina, delle Filippine e delle Molucche (Indonesia). La navigazione poi continuò verso la Nuova Zelanda, e l’arcipelago di Tonga. Dopo essersi ricongiunte con la spedizione lasciata a terra a Montevideo, nel febbraio 1794,  le corvette rientrarono quindi in Spagna, nel porto di Cadice il 21 settembre.

Che cosa resta di quest’epopea oggi?  Tornato in Spagna e accolto con tutti gli onori, Malaspina cadde poco tempo dopo in disgrazia: il mutato quadro politico internazionale con il soffio energico della vicina Rivoluzione Francese fece sì che venne accusato di cospirazione, giacobinismo e velleità anarchiche. Fu condannato prima a dieci anni di carcere e poi all’esilio. Alejandro tornò pertanto nella sua Lunigiana, a Pontremoli, ma non passò molto tempo prima che tornasse a veleggiare. Grazie all’interessamento di Francesco Melzi d’Eril, vice presidente dello Stato preunitario della Repubblica Italiana, riuscì infatti a salpare per una ricognizione delle coste adriatiche.

Malaspina morirà a Pontremoli nel 1810. Molti dei suoi appunti di viaggio devono essere ancora studiati, e il suo nome è stato cancellato dalle carte geografiche. Per fortuna la sua memoria ha resistito a questo sfregio. Per esempio, in Alaska, un ghiacciaio porta il suo nome e a Vancouver il Research Centre sulle grandi navigazioni del passato è dedicato a lui.

Il ghiacciaio Malaspina

Il ghiacciaio Malaspina

Un tempo tutta la Vancouver Island University si chiamava Malaspina. Ho trovato anche un bel filmato della ABC dedicata alla sua più grande impresa. Ultimamente, poi, un libro accurato di Beppe Foggini ne ha rispolverato la vicenda. E a Mulazzo?

Tutto l’onere e l’onore di ricordare il grande capitano è affidato allArchivio Museo Malaspina: una tappa d’obbligo per tutti gli amanti dei viaggi, delle mappe, delle storie di viaggio e delle grandi esplorazione dei secoli scorsi. Si tratta di un piccolo museo che raccoglie i fondi Ala Ponzone e e Raimondo Ximénes, compagni di viaggio del Capitano, poi carte nautiche, strumenti di navigazione e modellini. Uno dei pregi dell’archivio è quello di mettere a disposizione i documenti on-line per lo studio. Purtroppo però quest’autentico forziere di memorie è aperto solo al martedì e nel weekend o su prenotazione.

Archivio Museo Malaspina

Archivio Museo Malaspina, Mulazzo, Lunigiana

Forse la storia di questa incredibile impresa, meriterebbe di più: non si è trattato “solo” di un epico viaggio intorno al mondo, ma del disegno della mente di un uomo  illuminato e progressista, mosso dal grande desiderio di contribuire alla conoscenza del pianeta e al cammino dell’umanità.

Nessuno è profeta in patria. Alessandro, Alejandro lo ha sperimentato sulla sua pelle.

Per arrivare a Mulazzo, Lunigiana:

Da Genova:
Autostrada A12 Genova-Livorno, imboccare la Parma-La Spezia allo svincolo La Spezia-Santo Stefano Magra, proseguire fino all’uscita di Aulla o Pontremoli.
Da Firenze:
Autostrada A12 Genova-Livorno, imboccare la Parma-La Spezia allo svincolo La Spezia-Santo Stefano Magra, proseguire fino all’uscita di Aulla o Pontremoli.
Da Milano:
Autostrada A1 Milano – Bologna, svincolo Parma Ovest-La Spezia, proseguire fino all’uscita Pontremoli.

All’uscita del casello girare a sinistra e seguire le indicazioni per il paese.

 

 

 

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