medicina tradizionale: xipamanine, maputo. courtesy by http://www.brucebyersconsulting.com

medicina tradizionale: xipamanine, maputo. courtesy by http://www.brucebyersconsulting.com

Alla fine del lungo viale Edoardo Mondlane, uno degli assi viari principali della città di Maputo, si trova uno straordinario mercato che assieme a quello di tutt’altro genere del Pesce , vi consiglio assolutamente di visitare. Sto parlando del Mercado de Xipamanine. In caso decideste a farlo, suggerisco caldamente di non mostrare macchine fotografiche costose, videocamere, iphone ecc., perché il luogo è anche noto per essere punto di incontro, scambio e spaccio della criminalità locale. Inoltre Xipamanine è uno dei quartieri più poveri della capitale: andarsele a cercare non mi pare una buona idea. Detto questo, io sono arrivata a Xipamanine col mio compagno in chapa ( i tipici furgoncini adibiti al trasporto di persone che si trovano un po’ ovunque nel paese). Il mercato è preannunciato da venditori di verdure di ogni genere, pane, uova sparpagliati sui selciati dei marciapiedi e da gruppi di bambini e ragazzi che in cambio di qualche spicciolo sorvegliano le automobili. Fin da subito si nota la distesa immensa di baracche, allestita in una landa polverosa dove montagne di vestiti, capulane, ceste, elettrodomestici, pezzi di ricambio, mobili, cibo, cartone riciclato e chi più ne ha più ne metta si accumulano l’una sull’altra.

Maputo, Xipamanine, la strada

Maputo, Xipamanine, la strada

Per capire che cosa nasconda questo gonfio stomaco della città, però, bisogna lasciare le “strade” più grandi e inoltrarsi negli angusti vicoli fra una bancarella e l’altra. Questi intestini sono così stretti da far filtrare solo una luce fioca e ammetto che camminando fra questi banchi senza sapere cosa avrei trovato da un momento all’altro ho provato una certa tensione. Perché certo non si può dire che non si venga notati: due soli bianchi che si aggirano in un luogo frequentato soltanto dai locali non passano certo inosservati, anche se, c’è da dire, Maputo è una città cosmopolita e vi abitano molti Occidentali. Il nostro essere stranieri ci ha fatto guadagnare le attenzione dei venditori che, sempre molto garbatamente, ci chiamavano a vedere la loro merce. Tuttavia non eravamo lì per fare shopping, ma perché sapevamo che Xipamanine rappresenta la fucina della medicina tradizionale.

Maputo, Xipamanine, ph. courtesy by KimMaxPhoto https://www.flickr.com/photos/kimmaxphoto

Maputo, Xipamanine, ph. courtesy by KimMaxPhoto https://www.flickr.com/photos/kimmaxphoto

Dopo aver girato un po’ fra stupefacenti raccolte di bottiglie di plastica vuote, animali da cortile (stranamente pitturati ad uso rituale), lampadine, materassi e banchi gastronomici ci siamo quindi decisi a tornare nella parte più buia e recondita del mercato. Ed è lì che si cela un intero distretto dedicato alle cure tradizionali. A questo punto, consiglierei alle persone particolarmente sensibili di fare un passo indietro. Infatti, su questi banchi, fra la merce ben disposta in ordine, si trova effettivamente di tutto: accanto all’acqua santa di Lourdes, rosari, piccoli buddha -proprio così!- compaiono pelli di animali, ossa, pietre, erbe essiccate, teschi e altre parti animali anch’esse essiccate, radici, piante, bellissime zucche svuotate del loro contenuto e decorate secondo colori dall’alto valore simbolico, aghi di porcospino, conchiglie a non finire. La cosa non stupisce perché in questo paese la medicina tradizionale è ancora cosa viva e, a dispetto di quanto si possa pensare, convive pacificamente con la medicina occidentale e con le varie religioni. Il venditore si è comportato come qualsiasi farmacista ed erborista delle nostre città e sempre in maniera molto gentile ci ha spiegato (un po’ a gesti, un po’ aiutati dal nostro Portoghese sbocconcellato) l’uso di ogni cosa che abbia catturato la nostra attenzione: un pezzo di incenso per scacciare gli spiriti maligni dalla casa, una zampetta di scimmia per catturare la buona sorte, amuleti di conchiglie per la fertilità. Hanno colpito la mia attenzione in particolare oggetti che sapevo essere ad uso specifico per curandeiros: scettri, polveri varie e caratteristici contenitori di terracotta per mescolare gli ingredienti. Dovete sapere infatti che i curandeiros sono le figure centrali di queste ritualità antiche: volgarmente si potrebbero definire delle specie di sciamani in contatto con gli spiriti ancestrali e della natura a cui fanno ricorso per risolvere malesseri e problemi di vario genere.

Il curandero è una figura altamente rispettata nella società mozambicana e un vero punto di riferimento per la comunità: l’anima di un sistema di salute spontaneo che alle volte rappresenta il solo appoggio concreto in caso di difficoltà.  Le motivazioni per cui la popolazione si rivolge alle sue terapie sono varie: dal malocchio al mal di testa, alla tubercolosi, fino alla gravidanza per cui il medico tradizionale assume un’autentica funzione ostetrica. Presto abbiamo notato aggirarsi fra le bancarelle a caccia di materiale del suo lavoro proprio uno di loro ben riconoscibile per l’inconfondibile parrucca e il gonnellino di pellicce. Portava anche agganciate alla vita delle bellissime boccette ricoperte di corallini variopinti essenziali per svolgere le cerimonie.

L'abito tradizionale del curandero riprodotto al Museo etnografico di Maputo e alcuni suoi strumenti

L’abito tradizionale del curandero riprodotto al Museo etnografico di Maputo e alcuni suoi strumenti

Solo il curandero conosce la forza e la funzione specifica di ogni singolo ingrediente nelle liturgie necessarie allo svolgimento del suo ruolo. Dopo aver letto qualche saggio specifico sull’argomento ed averne parlato con i miei amici mozambicani, sono giunta alla conclusione che questa figura sia una sorta di psicologo che ascolta, consiglia e, cosa importante, spesso indirizza verso le cure ospedaliere che altrimenti non sarebbero prese in considerazione. Un aspetto da non sottovalutare è che da tempo i curandeiros, costituiti in associazione, sono molto attivi anche nella sensibilizzazione rispetto alle malattie sessualmente trasmissibili: non ultima, la piaga dell’AIDS. Non a caso il governo del Mozambico riconosce e autorizza la pratica della medicina tradizionale accanto a quello occidentale. Anzi, a ben guardare, si potrebbe concludere che il curandero rappresenti un ponte fra tradizione e occidente, che permette alla medicina convenzionale di farsi ascoltare senza forzare la mano. Accanto al curandero esiste poi un altro personaggio che, ancora in maniera semplificata, si potrebbe dire si occupi di magia nera: il fetiçero. Nel suo caso, è ancor più difficile ottenere notizie. Un fetiçero può essere un curandero ma non è necessariamente così. Trattandosi di una persona che fa del male, la sua identità rimane segreta.

Dal mio punto di vista la conoscenza di questo mondo affascinante è necessaria per avvicinarsi almeno un poco alla straordinaria complessità culturale del mondo mozambicano.  Le sue porte, però, sono spesso chiuse agli stranieri, specialmente se solo di passaggio. Ecco perché per gettare un furtivo sguardo dalla serratura su questo universo una camminata per Xipamanine può essere l’unico modo.

Banchi della medicina tradizionale, Xipamanine, Maputo ph. courtesy by http://www.colorsmagazine.com/

Banchi della medicina tradizionale, Xipamanine, Maputo ph. courtesy by http://www.colorsmagazine.com/

Io, dopo  qualche tempo passato a curiosare,  ho cominciato ad accusare la vista di tanti animali morti e, confesso, ho sentito la necessità di tornare alla luce. Tuttavia ritengo che una visita a Xipamanine, con le dovute precauzioni, sia indispensabile durante un viaggio non superficiale in Mozambico. Probabilmente, tornando a casa, vi sembrerà di averne carpito qualche segreto o forse qualche magia avrà fatto effetto sul vostro spirito.

Per approfondire vi consiglio questo articolo: gli spiriti che sorridono alla medicina moderna.

Altri miei articoli sul Mozambico:

Sotto la croce del sud, nella terra dei Makonde, viaggio in Mozambico

Maputo: la capitale del Mozambico

Maputo: granchi, gamberi e capulane

Il paradiso all’improvviso: la baia di Tofo in Mozambico

Escursione in dhow nelle isole delle perle del Mozambico: l’arcipelago di Bazaruto

E ancora, sulla musica:

Timbila, la musica dei Chopi in mozambico

e sull’arte:

Nera d’Ebano: la scultura dei Makonde del Mozambico su “Poelela magazine” n. 6,  p. 15

 

 

 

Commenti da Facebook

comments