Lunigiana in famiglia e a passo lento con Slow Travel Fest

montagna verde-ristorante-02I giochi nella selva

Nel cuore della Lunigiana c’è una foresta millenaria, quasi un relitto vivente di epoca preistorica protetto dalle colline e dalle alture dell’Appennino Tosco-Emiliano: la Selva di Filetto. I vecchi castagni sembrano sussurrare leggende e riti di una civiltà perduta, come se le parole fossero rimaste incastrate fra i tronchi ritorti. Lunigaiana a passo lento-slow travel-festDel resto proprio qui sono state ritrovate ben 11 statue stele, le affascinanti lastre scolpite dal popolo dei Liguri che nel bosco si ritrovava per celebrazioni e feste. E non è bastato lo scorrere dei secoli per cancellare quell’ancestrale funzione: oggi come allora la selva si fa teatro di passeggiate, incontri, divertimento e spettacoli.  Proprio come è successo nello Slow Travel Fest,  nel terzo weekend di giugno. Non appena ho sentito parlare di questo Festival, nato per diffondere la cultura del viaggio lento e la riscoperta di territori tralasciati dalle rotte del turismo di massa, ho desiderato parteciparvi. Tanto più che per questa edizione l’evento si poneva l’obiettivo di raccontare la varietà e la ricchezza del territorio lunigianese con un format dal titolo Folks & Family.slow-travel-fest-cavallo

La selva ci accolti dunque con un tripudio di palloncini e bandierine colorate, delle sdraio e delle amache che invitavano al relax e alla contemplazione della natura. Poi, all’ombra dei patriarca verdi (e nel vicino borgo medievale di Filetto),  tanti laboratori, giochi, e show aspettavano le famiglie.slow-travel-fest-Nanirossi-04 C’è chi ha passeggiato a cavallo, chi si è lanciato in escursioni a piedi, chi, come noi, ha guardato i propri bimbi imparare l’equilibrio fra gli alberi con la slack-line e il tree-climbing organizzato dai ragazzi della Selva del Buffardello – e quanti piccoli piedi si sono avvicendati, per tutto il weekend, fieri e coraggiosi!slow-travel-fest-slackline

Ogni tanto il sole, filtrando fra le foglie, di nuovo sembrava circondare di un’aura sacrale i rami nodosi e di certo qualcosa di quel sapere antico, del rapporto originario fra i nostri antenati e la natura, ha parlato la Marcolfa e le erbe miracolose: uno spettacolo a cavallo di teatro e botanica che accompagnava i bambini alla scoperta non soltanto delle proprietà mediche e curative delle piante ma anche della straordinarietà della loro vita e della profonda fascinazione che da sempre hanno esercitato sull’uomo. Erboristica, un pizzico di magia, credenze popolari e mitologia tornavano a galla facendo sentire tutti, per un attimo, più in sintonia con la madre terra. D’altra parte si poteva ricercare quella stessa sensazione anche prendendo parte alle lezioni di Yoga, Tai Chi, o semplicemente rilassandosi nell’area olistica, ognuno sperimentando e trovando la propria dimensione ideale.

Questo carattere riflessivo del festival è stato poi amplificato dal riverberare nell’aria del suono magnetico dell’ Hand Pan, uno strumento musicale moderno dal timbro soave ed etereo. Perché anche la musica è stata una parte importante dello Slow Travel Fest. E, per noi, il concerto e laboratorio di Hand Pan è stato uno dei momenti migliori dato dalla possibilità di sperimentare la percussione metallica insieme al duo degli Alma Calientes: tutti insieme, seduti sull’erba, come in una festa fra amici.

Ma non dovete pensare che ci fosse spazio solo per attività di questo tipo durante la manifestazione: per quanti avessero preferito proposte più dinamiche, il festival proponeva trekking fluviali, escursioni in montagna, esplorazioni in grotta, spettacoli di falconeria, visite guidate ai musei e ai tanti castelli della Lunigiana come quelli di Gragnola, Lusuolo e Montignoso. Noi per esempio, vista la tenera età dei nostri bimbi, abbiamo scelto di visitare il borgo di Apella e la fattoria dell’Agriturismo Montagna Verde.

L’agriturismo Montagna VerdeMontagna verde-agriturismo

Il nome non è un caso. L’agriturismo Montagna Verde si trova in una location eccezionale: un antico convento restaurato affogato nella cornice dei monti del Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano. Non appena scesi dalla macchina, ci siamo accorti subito “dell’aria buona”, fresca e di montagna che vi si respira e una volta giunti nella veranda del ristorante il panorama ampio e morbido sulle vette ci ha conquistato. Le montagne da qui sembrano così vicine da poterle sfiorare. Con un dito ne abbiamo accarezzato i profili, indicando al nostro piccolo i nomi di quelle cime che conosciamo tanto bene. Quando poi sono arrivate le nostre ordinazioni dalla cucina, abbiamo apprezzato le caratteristiche speciali di quel luogo che fa da cerniera fra l’entroterra e il mare: piatti a base di castagne, prosciutto, parmigiano e formaggi molli, cipolle, fagioli ma anche preparazioni tipiche della Lunigiana come i testaroli, i panigacci,  gli sgabei, il lardo di Colonnata e molto altro ancora. Del resto, tutti i prodotti alla base delle pietanze derivano dall’azienda agricola e agrituristica che, nell’annesso bioparco l’Abete Bianco, conserva piante antiche e animali in via d’estinzione, portando avanti la produzione di eccellenze locali quali le patate di montagna,  le cipolle “tipo Treschietto”, il mais antico “ottofile”, svariate erbe aromatiche e officinali, olive, castagne, alberi da frutta e frutti di bosco,  e poi animali pregiati come l’agnello di Zeri (presidio Slow Food), vacche e suini: filiere minacciate, espressione di una cultura che non è solo gastronomica, ma tratto identitario fondante di queste terre. 

Terminato il pranzo, abbiamo “toccato” con mano – letteralmente – con quanta cura e passione venga portato avanti questo progetto di recupero e tutela ambientale. In compagnia della proprietaria della struttura, Barbara Maffei, abbiamo visitato una parte dell’area dell’Abete Bianco che organizza regolarmente orti didattici e laboratori e che per Slow Travel Fest proponeva un percorso didattico per i bambini.

Mentre i nostri piccolini facevano amicizia con la dolcezza degli animali da cortile, noi “grandi” apprendevamo l’esistenza di frutti dimenticati e di attività tradizionali che ormai stanno scomparendo. Fra le tante, mi ha colpito in particolare la storia del metato: l’edificio per l’essiccazione delle castagne. Le sue pietre testimoniano la caparbietà e la  tenacia della famiglia Maffei che non ha mai permesso che quella costruzione  perdesse la sua funzione originaria: neanche nei tempi più duri di moria del castagno, attaccato dai parassiti che ne hanno decimato i boschi. Un bell’insegnamento questo che parla di amore per il territorio e per l’ambiente e del sapere guardare avanti, superando le avversità. Del resto la produzione di farina di castagne Dop della Lunigiana è uno dei cavalli di battaglia dell’azienda, insieme alla tradizione dei “testi”- sorta di padelle in ghisa con coperchio usate per la cottura sul fuoco di testaroli e panigacci – alla passione per l’olio extra vergine di oliva e  al miele di Lunigiana, anch’esso Dop.

E proprio il mondo delle “amiche api”  e la lavorazione del miele ci aspettavano per un’altra sorpresa. Difatti, dopo aver lasciato le bestiole della fattoria, ci siamo recati in un’altra splendida zona dell’agriturismo: il borgo di Apella. Questo antichissimo caseggiato in pietra è stato completamente restaurato ed oggi al suo interno trovano posto il centro produttivo e laboratorio del miele e l’affascinante museo Casa Nardi dedicato al Risorgimento e all’emigrazione delle genti di montagna in terre lontane.

Una volta entrati nel laboratorio del miele è stato molto divertente ed emozionante per noi genitori osservare i bambini alle prese con le storie del “piccolo mondo” delle api: non solo hanno imparato il loro compito di impollinatori, un ruolo fondamentale per la vita sul pianeta, ma hanno capito che anche le creature apparentemente ostili hanno una loro importanza e meritano tutto il nostro rispetto. Una lezione questa che, unita al fatto di aiutare concretamente  la biodiversità di quella terra unica, di confine, che è la Lunigiana proteggendo preziose filiere minacciate d’estinzione, rende una sosta all’agriturismo Montagna Verde un soggiorno davvero speciale, genuinamente green. Non potevamo avere di meglio da una manifestazione che promuove un turismo responsabile e attento all’ambiente come lo Slow Travel Fest.

Slow Travel Fest:  il festival della via Francigena

Lo Slow Travel Fest è un circuito di festival outdoor sulla via Francigena: escursioni, incontri, laboratori, esperienze a contatto con la natura sono gli strumenti messi in campo per la riscoperta dei territori attraversati dal famoso cammino di pellegrinaggio e del turismo lento. Dopo l’esperienza lunigianese, il festival  sarà a Camaiore ( 14-15-16 settembre) in veste hike & climb  e quindi si concluderà, là dov’è nato, a Monteriggioni (21-22-23 settembre) con la consueta formula Walks & talks. Tutte le info le trovate sul sito ufficiale dello Slow Travel Fest.


Post in collaborazione con Slow Travel Fest.



 

 

 

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