Il posto delle fragole: in viaggio verso Stoccolma

Tra una manciata di giorni, partiamo! Sono veramente eccitata per questo viaggetto: una settimana alla scoperta della regina del Nord, Stoccolma.  Sono tante le cose che mi hanno colpito della Svezia e sono veramente curiosa di andare un po’ a ficcare il naso da quelle parti per vedere se è davvero così come me la immagino. Perché, alla fine, che cosa so io della Svezia? Vediamo di far ordine e provare a mettere in fila fantasie e conoscenze acquisite…

Design: dici Svezia e pensi a IKEA. Inutile negarlo, chi di noi non ha almeno un pezzo in casa della nota catena di arredamento svedese? Con il suo bel catalogo che pare un romanzo fantapolitico pieno di famiglie multietniche soddisfatte e felici, in case calde, semplici e accoglienti.  Grazie a IKEA (che non mi ha sponsorizzato il post ;)) l’idea di design low-cost ha conquistato il mondo. Poi, pian piano, si è scoperto che c’è molto altro oltre a IKEA nel design svedese, e nordico più in generale. Se poi vogliamo dirla tutta, ultimamente sono stata rapita dalla cura dedicata alla progettazione per la prima infanzia: abiti, giocattoli, tempo libero… ho scoperto un mondo in cui il bambino è davvero al centro e vengono prese in considerazione le sue esigenze, e non quelli dei suoi genitori. Se quindi anche a voi non piace vestire i vostri cuccioli come dei piccoli adulti e preferite abiti comodi per il gioco, coloratissimi, fantasiosi e magari pure in cotone bio date un’occhiata a queste marche: Lipfish, Maxomorra, Polarn O Pyret, per dirne qualcuna. Durante il nostro soggiorno quindi cercheremo di scovare che cosa di interessante succede a Stoccolma intorno al mondo “bambino”.

Il mio bebè con pagliaccetto svedese

Outfit svedese per il mio bebè! 😉

Cinema: dai miei ricordi dell’Università, per me la Svezia si identifica con Bergman. Non tanto Ingrid e la sua ineguagliabile sensualità capace di strappare ruolo e marito alla bravissima Anna Magnani, quanto il cinema contemplativo di Ingmar: quello del Settimo Sigillo, del Posto delle Fragole e Fanny e Alexander, per rimanere ai più celebri. Quelle malinconiche riflessioni sulla vita, la morte e lo struggente ricordo della fanciullezza. E poi cè la “divina” Greta Garbo. Sapevate che fosse svedese e che riposa  proprio a Stoccolma? Ma smetto subito i panni pretenziosi della cinefila intenditrice per ammettere che più recentemente la Svezia è tornata nel mio paniere dei sogni anche grazie ad altre pellicole più commerciali: la trilogia di Millennium certo, ma anche Jalla Jalla, Fucking Amal. Per finire, non posso non citare alcune serie TV che ho amato moltissimo: Wallander e Bron. Il primo è quello che io chiamo una sorta di “Montalbano del nord”, ma qui la luce, i colori, la dimensione intima e nostalgica, rimandano immediatamente a una latitudine lontana e siderale. Bron, poi, è stato una folgorazione. Qualcuno di voi conoscerà il remake americano The Bridge, in tal caso consiglio vivamente la visione dell’originale. Si tratta di un poliziesco co-prodotto da Svezia e Danimarca in cui vengono a galla aspetti delle due nazioni poco conosciuti come la politica nei confronti degli immigrati, le relazioni fra i due Paesi, gli stereotipi, ma anche l’apertura mentale del paese. I colori sono lividi, la luce algida, la protagonista è tenera e fredda nello stesso tempo. In conclusione, è anche  grazie a queste visioni se so quello che penso di sapere sulla Svezia.

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Photo: Carolina Romare, Filmlance International – The Bridge season 2 Kim Bodnia come Martin, Sofia Helin come Saga Photo Carolina Romare 2012. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons.

Qualità della vita: per noi Italiani, Svezia è sinonimo di servizi avanzati, politiche di welfare notevoli, rispetto per l’ambiente, pulizia e, di nuovo, apertura mentale. Sarà vero? Andiamo a dare una sbirciatina…

Caro Prezzo: come contropartita di questi ultimi aspetti, la capitale della Svezia viene definita come una delle città più care di Europa. Spero di poter smentire questo fatto, ma se così non fosse, proveremo a dimostrare come sia possibile tagliare i costi per chi, come noi, non voglia rinunciare a un viaggio nella “Venezia del Nord” senza spremere il portafogli.

Scienza e tecnologia: Stoccolma fa rima con Nobel prima di tutto, ma vi dico subito che non farò il classico tour in città dedicato all’insigne premio. Un altro grande scienziato svedese è stato senza ombra di  Linneo. Così ecco che andremo a fare una capatina aUppsala per visitare la casa del fondatore della tassonomia e della moderna classificazione scientifica.  Ma la cose che più mi hanno colpita sono le recenti innovazioni  in ambiti tecnologici e informatici. Basti pensare a Skype, creato da Niklas Mårten Zennström, oppure a Spotify partorito dalla mente di Daniel Ek.  Pare infatti che la Svezia, e Stoccolma in particolare, siano diventati una fucina di creativita, un magma che nutre fertili innesti fra arte, tecnologia, letteratura e cinema. Insomma, a Stoccolma non si rimane ancorati al passato, ma si va avanti percorrendo nuove strade.

Natura: ma cosa sarebbe la Svezia senza i suoi spazi verdi, l’acqua calma, le casette rosse e quella luce color platino? Almeno io la dipingo così. Niente di meglio dunque per una famigliola appassionata di trekking come la mia di una bella escursione nell’arcipelago. E poi non dimentichiamo che Stoccolma si compone di 14 isole visitabili tutte a piedi…

Man mano che scrivo mi rendo conto di quante cose io stia tralasciando: vogliamo parlare di H&M? Oppure delle mitiche Köttbullar? Insomma, penso che Stoccolma sia una destinazione davvero affascinante, i cui segreti ci aiuteranno a carpire le guide n Italiano di Esperienza di Stoccolma e l’uso della Stockholm card.   Stoccolma, un mito intravisto in una luce soffusa,  il nostro piccolo posto delle fragole che sta per diventare realtà.

polpette

Viaggio in Svezia, prove generali: polpette, patate e mirtilli rossi a casa mia!

Last but not the least prima di partire devo ringraziare Claudia Boccini del blog Bussola e Diario e Silvia Ceriegi di Trippando!

Insomma, partite con noi? 😉

 

 

 

 

 

 

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