Mi sono sempre chiesta come mai il Mozambico non compaia fra le mete proposte dai tour operator. Questo Paese  africano ha moltissimo da offrire sia a chi ami il mare, sia a chi cerchi luoghi selvaggi o esperienze culturali. Per quello che ho visto, quello che si propone in alcuni limitati tour per i più “scafati” nel viaggio non è  il Mozambico in toto, ma piuttosto una parte limitata di esso, cioé  le sue splendide propaggini marine degli arcipelaghi di Quirimbas e Bazaruto. Peccato! Considero una visita del paese fatta in questo modo un’occasione sprecata,  perché anche il litorale del Mozambico, oltre all’isole, offre scorci sul mare indimenticabili come le meravigliose spiagge di Tofo, Tofinho, Barra, Xai Xai.

Mozambico, baia di Tofo

Mozambico, baia di Tofo

L’ho presa un po’ alla larga per raccontarvi il mio viaggio a Tofo, iniziato, a dire il vero,  qualche anno prima il mio atterraggio nel paese africano. Di ritorno da un weekend a Londra, infatti, mi comprai una copia di “National Geographic” così da avere qualcosa da leggere a bordo dell’aereo. Non potete capire la mia sorpresa quando incappai nella lettura di un articolo dedicato alla ricerca sulle mante giganti ad opera della biologa marina, fondatrice del Marine Megafauna Foundation, Andrea Marshall, ambientato proprio a Tofo! E’ stato in quel momento che ho aggiunto una tappa al mio itinerario nella terra dei Makonde.

Un anno dopo, mi trovavo quindi su un pullman gran turismo della compagnia TCO diretto da Maputo a Beira.  Le spiagge di Tofo, Tofinho e Barra si trovano sulla punta di una baia riparata a nord di Maputo, poco distante dall’abitato di Inhambane.  Il modo più comodo per raggiungerle è, prima, arrivare al villaggio di Maxixe (450 km N di Maputo) con l’autobus o anche con gli chapa (i furgoncini adibiti al trasporto di persone che portano davvero dappertutto. A Maputo il capolinea è alla Junta), poi da qui prendere un battello per attraversare la baia e raggiungere Inhambane. A Inhambane si trova senza difficoltà un machibombo (bus) per le spiagge o, come è successo a me, un tassista abusivo.

La baia di Tofo è uno dei posti che più mi è rimasto nel cuore di tutto il viaggio in Mozambico. La spiaggia è una lingua dorata su cui si infrangono le vigorose onde dell’Oceano Indiano. Da un lato, sotto gli alberi, sono accatastate le barche colorate dei pescatori, dall’altro la spiaggia sembra correre via infinita. A Tofo troverete un mercato e dell’ottimo cibo nelle baracche alle spalle della spiaggia. Avrete inoltre l’imbarazzo della scelta per il vostro soggiorno. Io ho alloggiato insieme a mio marito in una casita del Casa Barry Lodge: un  ampio bungalow di canniccio, spartano, ma pulitissimo; un enorme letto con la zanzariera e un piccolo ma funzionale bagno.

Casa Barry lodge, Tofo, Mozambico

Casa Barry lodge, Tofo, Mozambico

Svegliarsi all’alba col cinguettio degli uccelli colorati nella foresta e, la sera, rincorrere i granchi albini sulla spiaggia prima di andare a letto è parte di una magia difficilmente ripetibile altrove. E, poi, i tramonti: mi assumo il rischio di scivolare nel banale, ma i tramonti languidi sulla baia non hanno rivali.

Mozambico, Tofo

Mozambico, Tofo: dal tramonto all’alba

Ma ero partita dalle mante e dalla Marine Megafauna Foundation…ebbene,  alcuni dei ricercatori della Fondazione alloggiano proprio al Casa Barry e qui tengono serate didattiche dove potrete avere tantissime informazioni sulla megafauna marina. La Fondazione si occupa infatti dello studio e della protezione di grandi cetacei, squali, mante ecc. Qui abbiamo imparato moltissimo su quello che pare essere l’ospite d’onore delle acque di Tofo: lo squalo balena.Tofo è infatti uno dei pochi posti al mondo dove si possa fare snorkeling con quest’animale.

Naturalmente non ci siamo fatti pregare troppo per un safari fotografico in acqua per incontrare il pacifico signore del mare di Tofo, così ci siamo rivolti al Peri Peri Divers, su consiglio del Casa Barry.  Ed è così che abbiamo vissuto una rocambolesca avventura. Dal mio diario di viaggio:

“la mattina ci siamo recati pronti e pimpanti  in spiaggia e abbiamo aspettato il nostro gommone: è arrivato trainato da un’automobile che lo ha scaricato direttamente in acqua. Le onde erano altissime! Ci hanno dato istruzioni ben precise: bisognava spingere il gommone correndo e, quando avremmo sentito l’ordine, saltare il più in fretta possibile al suo interno. Ero un po’ impaurita, ma a un certo punto tutti si sono messi a correre dietro il gommone e io non ho potuto che seguirli.  Il motore era  acceso quando uno dei ragazzi del diver ha urlato: “Juuuuump!”.  Dunque siamo saltati dentro e, secondo le indicazioni,  ho infilato i piedi sotto la corda  inchiodata al fondo della barca tenendomi fortissimo. Il gommone saltava sulle onde enormi fino a quando non abbiamo raggiunto il mare aperto e le acque si sono calmate.  A questo punto anche noi abbiamo rallentato e, mentre il cuore recuperava il suo naturale battito, abbiamo iniziato il safari vero e proprio. Un ragazzo del posto faceva da vedetta senza avvistare purtroppo il sospirato squalo balena. Tuttavia delle maestose e eleganti megattere, in migrazione verso nord, ci hanno fatto compagnia  arrivando a passare sotto la nostra imbarcazione…L’incontro con i cetacei, che scivolavano sulle acque sinuosi e rapidi come felini,   la loro “danza sopra e sotto la superficie del mare mentre innalzavano energici sbuffi d’acqua  verso il cielo mi hanno ripagata di tutti i soldi spesi per arrivare fin qui”.

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Naturalmente anche in questo piccolo paradiso ci sono delle contraddizioni. Per esempio il Casa Barry sembra un pezzetto di Sudafrica trapiantato in Mozambico: si parla inglese, si mangiano hamburger, si bevono cocktail alla Baywatch, si paga in moneta sudafricana.  Mentre gli attivisti della fondazione giocherellavano col bicchiere ricolmo di Margarita e ci spiegavano come sia importante insegnare ai locali  il rispetto per i grandi esemplari marini,  io ho conosciuto una bambina, dolce e triste allo stesso tempo, che si è incuriosita di noi e ci ha portato il bottino della sua piccola caccia: dei crostacei mai visti prima portati a riva dalle onde. Li avrebbe portati ai suoi genitori e sarebbero stati parte della sua cena.

Mozambico, Tofo: caccia sulla battigia

Mozambico, Tofo: caccia sulla battigia

Ecco, penso che la piccola incarni le contraddizioni di questo luogo: spaccato in più parti fra sopravvivenza, conservazione dell’ambiente e turismo. Un turismo  i cui benefici ricadono solo in parte sulla popolazione locale dato che le strutture sono di proprietà per lo più di stranieri e i ragazzi del luogo finiscono per essere scacciati come mosche dai bagnanti infastiditi dalla vendita ambulante sulla spiaggia.

Chiusa questa riflessione amara, ad ogni modo,  se vi trovate da queste parti, fosse anche in luna di miele,  non scordate di fare tappa a Tofo: non ve ne pentirete.


Tofo mozambico

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