Cala Luna: la perla del Mediterraneo

Calal Luna, vista della grotta

il bello di questo percorso è che anche il suo avvio è mozzafiato: la piccola e raccolta Cala Fuili infatti è un assaggio della bellezza di tutta la costa

Cala Luna, nel Golfo di Orosei, è sicuramente una delle mete più conosciute della Sardegna: immortalata in film quali Travolti da un insolito destino nell”azzurro mare d’agosto di Lina Wermuller e nell’omonimo remake girato da Madonna, questa placida baia è il simbolo della Sardegna di nord-est e non stupisce il fatto che sia contesa fra i territori di Dorgali e Baunei. Cala Luna, ribattezza come “la perla del Mediterraneo” deve la sua bellezza al litorale, lungo 800 metri, ampio e sinuoso che si allunga come una falce per toccare a sinistra, i magnifici “grottoni” e, a destra, un’alta falesia ricoperta di verde che a me richiama alla mente lidi esotici e selvaggi.  Questo paradiso soffre però della vicinanza dell’abitato di Cala Gonone per questo motivo, a differenza delle altre calette del Golfo, è molto frequentata. Il mio consiglio è dunque quello di evitare la stagione di punta, se potete, e magari di raggiungerla a piedi così da godere del suo spettacolo dall’alto, lontano dalla folla.

I grottoni di Cala Luna dal mare


 In realtà, ci sono molti trekking che, dal cuore del Supramonte, conducono in spiaggia, ma il più facile e al tempo stesso remunerante, è quello che unisce questa cala a quella di Fuili.  Il bello di questo percorso è che anche il suo avvio è mozzafiato: la piccola e raccolta Cala Fuili infatti è un assaggio della bellezza di tutta la costa.

Da Cala Fuili a Cala Luna a piedi

In mezzo alla macchia di lecci secolari , querce ed eriche, emergono il turchese e lo smeraldo delle acque lucenti, quindi il nastro ocra dell’arenile, cinto alle spalle da un grande stagno orlato di oleandri


Si parte dunque proprio dal greto del fiume che ha formato i ciottoli bianchissimi di Fuili, lo si attraversa per cominciare la salita nel bosco, a destra della baia, evidenziata da un cartello con l’indicazione per Cala Luna. Si procede dapprima in salita: il sentiero anche se poco segnato (vernice verde) è difficile da perdere. Presto si incrocia una deviazione che porta alla grotta del Bue marino, un altro gioiello che si apre sulla costa del golfo, ma che in questo caso va tralasciato per continuare la salita.  Si giunge quindi in quota, dove si rimane, camminando in pari,  per un bel pezzo del tragitto. Ricordate che oltrepassata la metà del percorso, si incontra un’altra deviazione che porta alla caletta di Ziu Santoru (per non sbagliare ricordate che il tracciato si mantiene sempre lungo costa): un approdo da sogno di cui vi ho parlato in questo altro articolo. La pista di terra rossa scorre infatti uniforme in mezzo alla macchia mediterranea regalando di tanto in tanto suggestivi scorci su tutta la costa. Quasi al termine, inizia quindi la discesa ed è qui che, all’improvviso, si spalanca la vista, dolcissima, su Cala Luna.  Davanti a questo scenario è difficile non essere intimoriti dalla bellezza della natura e sentirsi al tempo stesso piccoli, e grati della sua potenza creatrice.

Viene da pensare ai pastori e ai carbonai, veri abitanti di quest’angolo appartato di mondo, a riposo nelle notti terse mentre osservano il disco d’argento riflettersi nelle acque limpide: oggi come allora.

In mezzo alla macchia di lecci secolari , querce ed eriche, emergono il turchese e lo smeraldo delle acque lucenti, quindi il nastro ocra dell’arenile, cinto alle spalle da un grande stagno orlato di oleandri . La parete rocciosa, alta e massiccia, sembra quasi un guardiano silenzioso chiamato a proteggere questo paesaggio idilliaco, e non è difficile capire perché i Sardi abbiano accostato questo luogo alla bellezza segreta e suadente della luna. Viene da pensare ai pastori e ai carbonai, veri abitanti di quest’angolo appartato di mondo, a riposo nelle notti terse mentre osservano il disco d’argento riflettersi nelle acque limpide: oggi come allora. E ci sente fortunati, per avere, anche solo per qualche istante, vissuto questo incanto.

L’arco Lupiru

L'arco Lupiru sul sentiero di Cala Luna

Immaginate una cornice naturale che racchiude tutta la costa fino a Cala Gonone e oltre. Ecco: in questo momento capirete che la vostra fatica è più che giustificata

Una volta che ci si riprende dallo shock emotivo, si prosegue in decisa discesa verso la spiaggia. Ad attendervi troverete anche un ristorante, ma io vi consiglio di ritemprarvi con un bagno e un pranzo al sacco dopodiché se vi sono rimaste forze, vi consiglio di riprendere brevemente il cammino ancora diretti a sud. Da Cala Luna infatti il sentiero prosegue ancora lungo la costa e dopo circa un’ora troverete ad attendervi il bizzarro arco di lupiru. Immaginate una cornice naturale che racchiude tutta la costa fino a Cala Gonone e oltre. Ecco: in questo momento capirete che la vostra fatica è più che giustificata.

Consigli pratici per il trekking a Cala Luna

Vi consiglio come sempre di svolgere questa escursione in primavera possibilmente o nella prima estate. Vestitevi adeguatamente da trekking estivo con particolare attenzione alle calzature che devono essere tecniche. Portatevi una scorta d’acqua e non dimenticate le protezioni per il sole! Al ritorno però in questo caso potrete anche optare per il battello che vi riporterà a cala Gonone.
Come alternativa, se non ve la sentite, potete sempre preferire la gita in barca nel golfo di Orosei.
Per i più avventurosi,invece, al link trovate un altro sentiero per Cala Luna.


Qui sotto, la mappa con il sentiero da Cala Fuili a Cala Luna


Il post contiene un link in collaborazione con Civitatis

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