Genova: storie di mare, marinai e migranti al Galata Museo del Mare

Galata Museodel Mare, esterni. Ph. courtesy Costa Edutainment

Galata Museo del Mare, esterni. Ph. courtesy Costa Edutainment

Durante il mio tour all’Acquario Village di Genova con Costa Edutainment  ho avuto l’opportunità di visitare il Galata Museo del Mare. Questa struttura, nota per essere il più grande museo marittimo di tutto il Mediterraneo, mi ha sbalordito per modernità e capacità di coinvolgere il pubblico. Al Galata, infatti, si compie un vero viaggio nella storia della navigazione seguendo un percorso tematico ben strutturato e, soprattutto, comunicato con un linguaggio chiaro e accattivante. Per seguire il filo rosso del racconto, poi, basta visitare il museo piano per piano: mentre si sale, si cammina nel tempo dal Medioevo ai giorni nostri.

Nel complesso sono rievocate quattro età marinare: quella del remo, incentrata sulle galee genovesi e la vita in arsenale; della vela, animata da vascelli e clipper; del vapore, in cui si ammirano suggestive ricostruzioni di piroscafi e transatlantici; per finire con l’esposizione Memorie e Migrazioni, un autentico museo nel museo, per rivivere l’epopea degli Italiani salpati verso le nuove terre.

Il waterfront di genova, progettato da Renzo Piano, Galata museo del Mare

Il waterfront di Genova progettato da Renzo Piano. Galata Museo del Mare

Da Cristoforo Colombo alle galee seicentesche: dopo aver ammirato il progetto per il waterfront della città disegnato da Renzo Piano, la visita ha avuto inizio al pianterreno proprio davanti a un grande affresco di Cristoforo de Grassi sul porto di Genova: il momento descritto è topico. Le navi genovesi stanno rientrando a vela spiegata e con i gonfaloni issati dalla spedizione a Otranto contro i Turchi (1481): la famosa repubblica marinara ha vinto la battaglia. Con questa scelta non casuale ci si cala nell’atmosfera giusta. Siamo nell’epoca d’oro della marineria genovese e ci si ricorda subito dell’importante ruolo giocato da sempre dalla capitale ligure nello scacchiere marittimo mondiale. Qui si incontra anche uno schermo touch screen che riproduce digitalmente la scena del dipinto e permette di muoversi al suo interno. Questa è solo la prima delle tante  postazioni interattive che fanno grande il museo. Si scopre quindi immediatamente l’efficacia e la piacevolezza di un allestimento multimediale che accompagna il visitatore per tutto il percorso, lo prende letteralmente per mano e lo aiuta nella comprensione dei concetti principali in maniera ludica e divertente.

Monitor touch screen che permette la navigazione allinterno del dipinto, Galata Museo del Mare, Genova

Monitor touch screen che permette la navigazione all’interno del dipinto, Galata Museo del Mare, Genova

Successivamente, abbiamo fatto un saluto al navigatore più famoso di tutti i tempi, Cristoforo Colombo (fra i documenti più importanti di questa sezione ricordo due scritti autografi che certificano senza ombra di dubbio la nascita a Genova del grande esploratore e il codice dei privilegi, cioè, quel libro con tutti i riconoscimenti e i titoli conferitigli negli anni a servizio della monarchia spagnola) per proseguire sino alla sala della galea. Questo è sicuramente uno di quegli spazi che più riesce a catturare l’attenzione del pubblico e, in particolare, una festa per i bambini. Infatti, nel punto esatto in cui un tempo si trovava lo scivolo della darsena genovese, grazie a una sapiente collaborazione fra scenografi, storici, registi e artigiani durata ben quattro anni, è stata edificata una galea del Seicento genovese: un ambiente realmente immersivo che consente una fruizione sensoriale dell’opera. La prima cosa che richiama l’attenzione è il brusio indistinto dell’arsenale: le grida dei manovali si mischiano con quelle dei naviganti pronti a levare l’ancora. Poi, all’improvviso, un membro della ciurma chiama gli spettatori e invita a salire. A questo punto, si entra nei panni di un membro dell’equipaggio e, dall’interno dell’imbarcazione, si ascoltano le storie dei forzati costretti a remare. Infine, salendo al primo piano, si visita il ponte della nave per conoscere una diversa prospettiva sulla vita a bordo.

Galea genovese, interno, Galata Museo del Mare, Genova

Galea genovese, interno, Galata Museo del Mare, Genova

Vascelli e tempeste: abbandonato questo settore, siamo quindi saliti al secondo piano dedicato ai vascelli. In mezzo a dipinti, mappe, idrografi, atlanti, sestanti e altri strumenti tecnici, a farla da padrone è tuttavia la sala della tempesta: allestimento in 4d di una scialuppa di salvataggio in balia di una tormenta al largo di Capo Horn. La storia che si racconta trae origine da episodi accaduti veramente: i marinari liguri presero infatti a doppiare Capo Horn per raggiungere più velocemente l’Argentina rispetto al passaggio dallo stretto di Magellano e, purtroppo, i naufragi accadevano più spesso di quel che si potrebbe pensare. Nella sala, una specie di piccolo cinema, la voce di un nostromo invita il pubblico a remare, mentre alle sue spalle si alzano vorticose le onde del mare. È così che, con qualche spruzzo d’acqua dall’oceano impetuoso, si cambia scenario e si entra nell’area più suggestiva del Galata.

in balia della tempesta! Al Galata, Museo del Mare di Genova

in balia della tempesta! Al Galata, Museo del Mare di Genova

volti e memorie degli emigrati italiani al Galata Museo del Mare

volti e memorie degli emigrati italiani al Galata Museo del Mare

Memorie e migrazioni: ad un tratto pare di sentire sbuffare la ciminiera dei vaporetti e passano nella mente una sfilata di immagini da grandi film e romanzi sulla belle époque: ci si trova infatti nell’era del vapore e, attraverso suggestive ricostruzioni dei transatlantici, si arriva all’avventura delle grandi migrazioni verso il Nuovo Mondo: “La Merica”, il Brasile e l’Argentina. Questa parte è sicuramente la più emozionante di tutto il percorso di visita: da semplici spettatori, si è chiamati a svestire gli abiti della contemporaneità per vivere in prima persona le peripezie di uno dei tanti emigrati mentre lascia la sua casa per un mondo di incertezze. Come ci si sentiva ad affrontare l’oceano? Com’era la vita a bordo dei grandi piroscafi, dalla prima alla terza classe, e cosa si trovava poi una volta sbarcati?

terza classe

La terza classe del piroscafo Città di Torino, Galata Museo del Mare, Genova

Per rispondere a queste domande al Galata si parte dal principio: la vecchia Genova con i suoi carrugi, i suoi bar e le osterie. Si può quindi scegliere chi impersonare ascoltando le intense parole che gli espatriati scrivevano ai propri cari rimasti in Italia e scegliendo da una di queste lettere. Poi, si viene dotati di un passaporto che permette di salire a bordo e iniziare l’avventura.

Il passaporto per cominciare l'avventura al museo Memorie e Migrazioni

Il passaporto per cominciare l’avventura al museo Memorie e Migrazioni

Vi immaginate l’emozione? Sentire il doganiere alla Stazione di Piazza Principe pronunciare finalmente il proprio nome e poi correre dai parenti fra le lacrime a dire che finalmente è il proprio turno: si parte verso un mondo nuovo tutto da costruire.

111115 memoriemigrazione ph merlofotografia -7562

Genova al tempo delle grandi migrazioni. Ph Merlofotografia courtesy Costa Edutainment

A questo punto si sale sul piroscafo, perfettamente ricostruito, Città di Torino. Quale sarà la nostra destinazione? Tre sono le grandi mete che hanno accolto la maggior parte degli emigrati italiani: Argentina, Brasile e, naturalmente, New York.

Pronti per partire a bordo del piroscafo Città di Torino! Galata Museo del Mare, Genova

Pronti per partire a bordo del piroscafo Città di Torino! Galata Museo del Mare, Genova

Tango e Milonga in Argentina, Galata Museo del Mare, Genova

Tango e Milonga in Argentina, Galata Museo del Mare, Genova

fazenda brasiliana

oggetti quotidiani all’interno di una “fazenda” brasiliana, Galata Museo del Mare, Genova

Ecco dunque la Boca di Buenos Aires, vibrante di colori e suoni, oppure la terribile foresta brasiliana, con tanto di pantere nascoste fra le fronde. E per finire, il passaggio sotto la Statua della Libertà per approdare alla famosissima Ellis Island. Si puo solo lontanamente immaginare il turbinio di emozioni che hanno vissuto i nostri connazionali: quel vortice di felicità, paura, entusiasmo su cui si sono scritte tante pagine. Ma sicuramente il tour di questo museo aiuta a metterle un po’ a fuoco.

barcone lampedusa

barcone di Lampedusa, Galata Museo del Mare, Genova

La visita, però, non finisce qui perché, con un salto temporale ma non concettuale, si torna in Italia a conoscere i profughi e migranti sbarcati a Lampedusa. Non si può non rimanere scossi alla vista degli oggetti recuperati in mare o ascoltando le parole dei pochi che ce l’hanno fatta. E per capire che cosa possa volere dire affrontare il Mediterraneo in quelle condizioni, in mostra si trova anche un vero barcone protagonista di quella traversata disperata.

Vale a dire: passano gli anni, cambiano i volti, i luoghi, i mezzi, ma alla fine le storie degli uomini si ripetono. Non bisognerebbe dimenticarlo mai.

Altre informazioni:

Il Galata Museo del mare è aperto da marzo ad ottobre tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30); da novembre a febbraio, dal martedì al venerdì, dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 17.00) e sabato domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.30 (ultimo ingresso: 18.30) chiuso il lunedì.

E’ possibile visitare il Galata Museo del Mare singolarmente o acquistando il biglietto,  AcquarioVillage o GalatAcquario  che comprendono la visita alle altre strutture Costa Edutainment. Tutte le info le trovate qui: Galata Museo del mare

All’esterno del Galata è visitabile il sommergibile Nazario Sauro oppure si può partecipare al Dialogo nel buio: una visita completamente al buio in compagnia di una guida non vedente.

Il Galata è sede anche di esposizioni temporanee. Fino a gennaio potrete visitare la suggestiva Mare Monstrum: un cammino alla ricerca dell’immaginario della meraviglia e della paura generato dal mare.

Dal tetto del Galata si gode di una splendida vista sulla città: non perdetevela!DSC_1771

Commenti da Facebook

comments

Un Commento:

  1. Lho visitato a pasqua 3 anni fa ed ero anche un pò svogliata nell’entrare… ma devo essere sincera, mi sono letteralmente innamorata della storia che narra e delle imbarcazioni che ci sono

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *