Funghi-safari nella Val di Sole

bresadolaAvete mai pensato alla bellezza dei funghi? Oggi voglio proporvi un modo davvero alternativo di vivere i boschi e non solo per l’alto tasso di allucinogeni che porta con sé. Scherzi a parte, questo è un articolo che mi ha suggerito la mia recente esperienza nella Val di Sole: un’autentica folgorazione. Tutto è cominciato da…un fungo, appunto.

img_20160901_150354_hdr Ora, lo so che alla parola “fungo” voi tutti immaginate una tavola imbandita di porcini, ma no, non  mi riferisco a quello. Anzi, i funghi di cui vi parlo nella maggior parte dei casi non sono commestibili! Ma sono belli, accidenti! E allora perché non innamorarsi dei funghi così come si fa con i fiori, gli alberi e gli animali? Questo pensavo mentre osservavo una mazza di tamburo al Lago dei Caprioli. In effetti, le forme dei funghi sono infinite e varie quasi quanto i loro colori e chi è alla ricerca di uno scatto davvero particolare da portare a casa, dovrebbe ricordarlo sempre.  Sapete che esistono funghi luminescenti,  esemplari che ricordano i coralli o, ancora, una folta barba incolta? Lisci, ruvidi, bavosi, grandi come un guantone da box o piccoli come una capocchia di spillo; morbidi, legnosi, spugnosi, puzzolenti: un repertorio biologico sterminato e in parte ancora misterioso.  E poi queste creature, che non sono né piante né batteri, ma hanno alcune caratteristiche di entrambi, possiedono molte proprietà che affascinano da sempre l’uomo. I funghi possono essere usati per sintetizzare medicinali o per creare pigmenti. Persino Ötzi, la famosissima mummia del Similaun, era a conoscenza del potere dei funghi tanto che ne portava uno con sé.  Non sarà un caso che anche i puffi abbiamo scelto di vivere all’ombra di un’amanita, no?

La fortuna ha voluto che, mentre vaneggiavo in questo modo, io mi trovassi nella val di Sole che, forse non lo sapete, ma è  proprio il sancta sanctorum della micologia italiana. Vediamo perché.iconographia-micologica

Il genio dei funghi Giacomo Bresadola: nel 1847, nel bel mezzo della Val di Sole, a Mezzana, e più precisamente nella frazione di Ortisè, nacque uno dei più insigni micologi di tutti i tempi: l’abate Giacomo Bresadola. Proprio a lui e ai suoi studi è quindi dedicato un intero settore del Museo della Civiltà Solandra a Malè. Il sacerdote pubblicò più di 60 opere, fra erbari, disegni e raccolte dedicate all’arcano e magico mondo dei funghi, i più importanti delle quali sono senz’altro i 26 tomi  – in latino! – della “Iconographia Mycologica“: un’opera immane, summa dell’argomento, che rivela le incredibili dedizione e perizia del prelato. Ma il destino non guarda in faccia a nessuno e fu così che il religioso fu costretto, per penuria economica, a vendere il suo erbario, contenente 30.000 specie, al Museo di Stoccolma e successivamente altri suoi contributi agli istituti di Washington, San Pietroburgo e Parigi. Fortunatamente però molti altri pezzi importanti della sua collezione sono rimasti in Val di Sole ed oggi si possono ammirare nell’esposizione di Malè assieme appunto a un’edizione originale del suo capolavoro. All’interno del museo troverete un moderno allestimento multimediale che vi faciliterà l’opera di comprensione di questo lavoro tanto valido quanto, forse, ai nostri occhi stravagante ed ermetico. Vi direi quindi di cominciare da qui a conoscere questo favoloso universo alieno.

Una delle sale dedicate a don Bresadola nel museo della civiltà Solandra di Malè, Ph. courtesy www.valdisole.net

Una delle sale dedicate a don Bresadola nel museo della civiltà Solandra di Malè, Ph. courtesy www.valdisole.net

Per boschi sulle orme dello scienziato: tuttavia, terminata questa prima, ma doverosa introduzione, la cosa più divertente sarà, macchina fotografica alla mano, spingersi nei boschi con l’occhio attento del vero esploratore. Qui avrete due possibilità. La prima è quella di percorrere il percorso “bresadolano” che si snoda nella valle con cinque differenti tappe, illustrate da pannelli esplicativi,  che portano alla scoperta dei luoghi dello studioso.  Seguendo questo itinerario potrete conoscere i luoghi e i momenti cruciali per la sua vita: il paese di Magras dove divenne curato; le foreste di Tovare di Terzolas;  Malè; Carciato di Dimaro; Ortisè dove – l’abbiamo detto – nacque e, per finire, l’orto botanico di Derniga.

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Il gruppo micologico Giacomo Bresadola: come seconda opzione, potreste tentare di emulare l’ abate, magari accompagnati da uno degli esperti del Gruppo Micologico  Giacomo Bresadola-Val di Sole. Questo club, costola dell’associazione Micologica Bresadola (A.M.B.) , rappresenta  il punto di riferimento per la micologia sul territorio. Nella sua sede di Dimaro ospita una biblioteca con circa 200 volumi a tema; attrezzature per lo studio e la catalogazione dei funghi e un affollato archivio fotografico che ne inquadra ben 30.000 specie. Nelle stagioni estive ed autunnali il gruppo non organizza solo le uscite, ma anche mostre e incontri.

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A queato punto, sarete pronti per un originale funghi-safari nella Val di Sole! Con una raccomandazione: non distruggete i funghi velenosi! Vi assicuro che tornerete a casa arricchiti da questa esperienza e non guarderete più con gli stessi occhi un vasetto di champignon.

Altre informazioni aggiornate, col calendario delle attività micologiche,  le troverete negli uffici di informazione turistica della Val di Sole.

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