Foliage in Italia: dove andare seguendo i consigli dei travel blogger

Foliage-nella-Sila-photocredit-Maria Rita Aloi

Il foliage in Italia

Una tavolozza fatta di giallo, oro, carminio, arancio, ocra, porpora e terra. Profumo di funghi, di castagne, del crepitare del fuoco nei camini. E poi lo scricchiolare secco dei ramoscelli e delle foglie accartocciate ai nostri piedi: sono questi i doni dell’autunno, tanto preziosi da aver decretato la nascita di un fenomeno mondiale: l’osservazione del fall foliage “fogliame autunnale” (contratto “foliage”).

Si tratta di un fenomeno che ha origine oltre oceano e il termine, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è inglese, non francese come viene pronunciato spesso. Tuttavia questa parola è entrata nel nostro vocabolario e sono sempre di più le persone che organizzano viaggi per ammirare lo spettacolo delle foglie in autunno. Le mete più gettonate si trovano in Canada e nord America (New England soprattutto) e addirittura per questi luoghi esistono delle interessanti mappe che mostrano il mutare delle sfumature cromatiche nel tempo esattamente come in una carta meteorologica! Tutto questo ci porta a dimenticare che il nostro Paese è ricco di foreste bellissime e il foliage può essere una scusa per riscoprirle. Ho chiesto quindi ad amiche blogger, amanti della natura come me, di svelarci i loro luoghi preferiti per osservare il foliage in Italia. Ne è venuto fuori un arazzo sorprendente:

Merano e i giardini di Castel Trauttmansdorf

passeggiata lungo il Passirio_photocredit-Lucia-Scalzo

passeggiata lungo il Passirio-photocredit-Lucia Scalzo

“Ogni mese e ogni stagione dell’anno ha qualcosa di speciale ma l’autunno per me è… magico, non trovo altro termine! Le temperature non sono più quelle afose dell’estate, che spesso mi costringono a  fermarmi, ma non fa neanche così freddo da non potersi godere delle belle passeggiate. La natura si dipinge di toni caldi, il rosso, l’arancione, il giallo, ma ancora spunta qualche foglia verde qua e là e qualche timido fiore. Le foglie cadute disegnano viali naturali e riempiono i prati. È tutto così accogliente e bello che sembra quasi di essere immersi in un sogno. Ed è proprio come in un sogno che io ho vissuto il mio viaggio a Merano. Non sapevo bene cosa aspettarmi e mi sono trovata improvvisamente catapultata in questo tripudio di colori. Il piccolo centro storico di Merano è un vero gioiello e passeggiare tra vicoli e portici è sicuramente una esperienza da non perdere in tutte le stagioni, così come le sue enormi terme, ma se volete veramente godervi l’autunno io vi consiglio prevalentemente due mete: la Passeggiata lungo il Passirio ed i Giardini di Castel Trauttmansdorf, meglio conosciuti come Giardini di Sissi. Si tratta di una villa con un enorme parco, poco lontana dal centro città, dove, oltre a visitare un museo dedicato al Turismo, potrete percorrere sei itinerari tematici che vi porteranno a contatto con alberi e piante di diversa natura e vi condurranno a punti panoramici da dove ammirare Merano, le montagne circostanti e, in autunno, un susseguirsi di rossi senza fine.
La Passeggiata lungo il Passirio probabilmente è meno conosciuta ma, secondo me, ancor più suggestiva. Il corso d’acqua attraversa il centro storico di Merano e i percorsi, che prendono nomi diversi a seconda del tratto di fiume costeggiato, sono completamente circondati da alberi e posso solo lasciarvi immaginare quanto sia suggestivo immergersi in questi panorami in autunno. Seguendo il fiume si arriva anche ad un balcone panoramico con vista sui tetti di Merano: al tramonto questo paesaggio regala il suo profilo migliore“.

Lucia Scalzo-Mondovagando Senza meta

Leggete l’articolo intero di Lucia qui: Cosa vedere a Merano in Autunno


Il treno del Foliage in valle Vigezzo

Santa Maria Maggiore.- photocredit- Federica-Gelo

Santa Maria Maggiore – photocredit – Federica Gelo

“Quando penso all’autunno e ai suoi caldi colori la mia mente corre alla Val Vigezzo, una valle adagiata tra Piemonte, Lombardia e Svizzera, raggiungibile in meno di due ore da Milano.

Quello che vi propongo è un piccolo viaggio che vi porterà oltre confine a bordo di un treno chiamato Treno del Foliage. La valle per me è una seconda casa e per noi Vigezzini (o quasi!) questo treno è un’istituzione, una di quelle tipiche escursioni che da bambini si fanno con mamma e papà, ma è negli ultimi anni che la sua fama ha varcato i confini valligiani. La Vigezzina-Centovalli (questo è il suo vero nome) è una ferrovia che collega Domodossola a Locarno, la cittadina svizzera affacciata sul lago Maggiore, celebre per il festival del Cinema. Lungo un percorso di 52km incontrerete 83 ponti, 31 gallerie e, ovviamente, una vegetazione rigogliosa che in autunno dà il suo meglio!

La mie esperienze sulla Vigezzina sono più estive – quando gli alberi sono fin troppo folti – ma in autunno le foglie, oltre ad essere coloratissime, sono anche un po’ più rade il che renderà il viaggio ancor più affascinante!

Potete percorrere la tratta tutta d’un fiato (due ore scarse) oppure prendervi un weekend intero e fermarvi qua e là.
Le fermate imperdibili sono sicuramente Santa Maria Maggiore e Locarno. Se invece avete più tempo vi suggerisco di visitare il centro storico di Domodossola, Coimo e Malesco, due pittoreschi borghetti della Valle, e Re, un paese poco vivace che ospita però il Santuario della Madonna del Sangue, nota meta di pellegrinaggi.
Delle fermate svizzere conosco solo Locarno (carina, anche se non la amo particolarmente) quindi non sono in grado di darvi consigli.
In questo periodo son disponibili dei biglietti speciali che offrono sconti presso i negozi e le strutture presenti sul percorso.

Ricordatevi di portare la carta di identità e qualche franco svizzero e buon foliage!”

Federica Gelo – Ti chiamo quando torno

Continuate la lettura di Federica qui: Il treno del Foliage in valle Vigezzo


Il foliage nel Parco Nazionale della Sila

foliage-nella-Sila_photocredit-Maria_Rita-Aloi

Foliage-nella-Sila-photocredit-Maria Rita Aloi

“L’autunno è un’ottima stagione per scegliere di trascorrere un weekend in Calabria. Il Parco Nazionale della Sila è un’ottima meta per fare un’escursione di trekking classico o fotografico per immortalare il foliage. Lo scorso anno ho dedicato quattro domeniche per viverlo nelle sue quattro sfumature, perché il foliage se lo vuoi apprezzare devi godertelo per tutto il periodo. Dalle vette, dove pian piano vedi spuntare qualche sfumatura, fino all’esplosione dei colori caldi e vivaci. Dalla Sila Grande alla Sila Piccola. Le prime sfumature si possono vedere raggiungendo la vetta di Monte Curcio o Monte Botte Donato per poi scendere verso i pianori di Macchia Sacra e Macchione.

Non troppo lontano dal bellissimo villaggio di Silvana Mansio, c’è un bellissimo sentiero che porta verso la Pietra dell’Altare (o Pietra de l’Atari). Secondo la leggenda, su questa pietra Carlo Magno fece celebrare messa. Un altro itinerario che consiglio è nei pressi della Cabinovia di Lorica, la “perla della Sila”. Si attraversa il sottobosco per raggiungere il pianoro di Marinella di Coppo. E infine, uno dei miei itinerari preferiti, il foliage nella Sila Piccola nell’Alta Valle del Tacina, la più estesa del Sud Italia e maggiormente frequentata in passato per la forte presenza di pini per l’estrazione della pece. In questa valle sono ancora presenti i ruderi delle case in pietra utilizzate dai piciari.

Quest’anno già a fine agosto si sono intraviste le prime sfumature anticipando uno dei fenomeni più belli e romantici che la natura ci possa regalare”.

Maria Rita Aloi – Jamaluca destination & travel blog

Leggete ancora Maria Rita sul Parco della Sila in autunno qui: Il foliage nel Parco Nazionale della Sila


I colori dell’autunno lungo i sentieri della Linea Gotica

Lungo i sentieri della linea gotica-photocredit-Veronica Meriggi

Lungo i sentieri della linea gotica-photocredit-Veronica Meriggi

“Nei boschi intorno a Montese, in provincia di Modena, è possibile unire il piacere di una passeggiata domenicale con la visita dei luoghi che sono stati diretti protagonisti della sanguinosa Battaglia di Montese, svoltasi nel 1945 durante la seconda guerra mondiale. Da qui infatti passava la famosa Linea Gotica, un confine difensivo realizzato dalle armate tedesche dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 con l’intento di bloccare l’avanzata alleata in Italia. Una linea che si sviluppava per ben 320 km e divideva a tutti gli effetti l’Italia in due seguendo l’andamento dell’appennino emiliano, e che permise ai tedeschi di resistere agli attacchi fino alla primavera del 1945, quando le armate angloamericane riuscirono a conquistare il fronte.

Lungo il percorso è ancora oggi possibile imbattersi in trincee e sbarramenti difensivi costruiti in tempo di guerra sfruttando la morfologia del territorio, in gran parte sopravvissuti alle battaglie ed al passare del tempo, oramai parte integrante del paesaggio della zona. In autunno questi boschi formati da alberi secolari e castagni si colorano di giallo e di rosso, trasformandosi in un luogo magico in cui regna il silenzio, interrotto solamente dal cinguettio degli uccelli e dal frusciare delle foglie secche. L’ideale per allontanarsi momentaneamente dal trambusto della civilità e ripercorrere i sentieri storici, con la possibilità di scegliere tra ben quattro percorsi ad anello più o meno lunghi, ma comunque tutti di facile percorrenza. In alternativa è possibile percorrerne anche solo dei brevi tratti per immergersi nei colori autunnali e rivivere i momenti che hanno segnato la storia del territorio, fermandosi a visitare i resti delle postazioni militari in pietra, ora in gran parte inglobati dalla natura e dagli alberi.

Passeggiando per i boschi in questa stagione non è raro imbattersi in ricci di castagno caduti a terra e gente del luogo intenta a raccoglierne i frutti per trasformarli in farina o farne delle ottime caldarroste. Potete raccoglierne un po’ anche voi, facendo però attenzione di non sconfinare nei terreni privati!”

Veronica Meriggi – Oggi dove andiamo?

leggete di più sul blog di Veronica qui: Oggi dove andiamo?


Le cascate del Dardagna

le.cascate-del-Dardagna-photocredit-Margherita-Orsi

Le cascate-del-Dardagna-photocredit-Margherita Orsi

“Per assaporare come si deve l’Appennino Emiliano, quello vero, non c’è niente di meglio delle Cascate del Dardagna. Io consiglio la visita in periodo autunnale, quando gli alberi fanno sfoggio di tutte le sfumature di rosso e di giallo e l’aria odora di funghi e terra bagnata. Una volta arrivati a Vidiciatico, paesino già di per sé caratteristico e noto per essere l’ultimo baluardo di vita semi-sociale prima di proseguire oltre, seguite le indicazioni per il Santuario di Madonna dell’Acero; un posto che vi strapperà il cuore per la struggente poesia e l’atmosfera mistica che lo avvolgono, e del quale si raccontano molte storie, come quella del suo nome: due pastori che, sorpresi da una bufera di neve pur essendo in piena estate, trovarono riparo sotto l’acero davanti al santuario, dove apparve loro la Madonna. Il santuario si trova a circa 1200 metri di altitudine. Da lì seguite il sentiero CAI 331, che diventa il 333 una volta attraversato il Rio Cavo, un rivolo d’acqua che scorre tra le foglie cadute. La salita vi permetterà di ammirare le molteplici cascate del fiume Dardagna (alcune sono davvero maestose!) e vi condurrà fino al Cavone, il mitico rifugio da dove si sale fino alle piste da sci del Corno alle Scale; lì potrete finalmente riposarvi davanti alla stufa, ingozzandovi di torta alle mele e chiacchierando con l’affabile gestore – ve lo siete meritato!”

Margherita Orsi – Viaggi Possibili

Leggete tutto l’articolo di Margherita qui: Cronache del Dardagna – Una giornata d’ottobre, 2017


Come vedete, da nord a sud, la nostra penisola, in autunno si trasforma in un tappeto multicolore in cui godersi gli ultimi caldi raggi di sole. Aggiungo a questi splendidi consigli un pizzico di mare: quello che potrete trovare lungo i sentieri delle Cinque Terre, dove l’ambra delle vigne incontra il blu del mare. Potrete visitare uno dei bellissimi santuari, scendere nel borgo di Fossola o ammirare il tramonto a Volastra. E uno dei foliage più struggenti sarà servito.

Adesso  non  avete che da scegliere!

Foliage Cinque Terre-photocredit-Giorni-Rubati

Foliage Cinque Terre-photocredit-Giorni-Rubati


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6 Comments:

  1. Quante belle idee 🙂 Sono posti meravigliosi in tutte le stagioni ma il colori dell’autunno regalano una magia unica!
    È stato un vero piacere dare il mio contributo a questa splendida raccolta!

     
  2. Tutti ottimi consigli, ma le immagini delle cinque terre sono pazzesche, un ottimo motivo per visitarle anche in questa stagione!

     
    • le Cinque Terre in autunno sono il massimo secondo me! Insieme alla primavera… i turisti si accalcano d’estate ma non ti godi niente, fidati.

       
  3. Ti confesso che ho scoperto il foliage solo grazie al tuo post, le foglie per terra le ho sempre viste solo come un modo per scivolare e cadere (sono molto poco poetica!). Dopo aver letto tutto però sto ora iniziando ad apprezzare i colori autunnali 😉

     
  4. ahahaha! Fantastica! Dai, considerale come un’ispirazione per il look della stagione! 😉

     
  5. Il Foliage è una parola che va molto di moda ultimamente e mi piace moltissimo, adoro l’autunno anche se dopo un pò mi manca già il caldo ahaha!

     

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