pasticcerie-genovaGenova la Superba, Genova la città della Lanterna. Genova e i suoi carrugi, il Porto Antico e l’Acquario. Genova: “volta la carta” e c’è un’altra Genova. Ma quante anime possiede il capoluogo ligure? A questo pensavo qualche giorno fa quando, grazie a Turismo in Liguria ho potuto conoscere un aspetto di questa “città di porto” che ignoravo totalmente. Fra l’ombra e la luce dei suoi vicoli si celano infatti autentici frammenti di storia che svelano l’essenza commerciale del grande porto, frutto di scambi millenari in tutto il Mediterraneo e oltre ( e fate un salto al Museo del Mare di Genova per scoprire meglio quest’aspetto!). Sto parlando delle Botteghe Storiche di Genova, un nutrito gruppo di antichi negozi che ha mantenuto, di generazione in generazione, non solo le ricette di famiglia, ma anche l’architettura, gli arredi, le attrezzature e i documenti di un tempo grazie un amore per la tradizione mai spento.

Le botteghe storiche di Genova

E’ così che passeggiando per Genova può capitare di esser catapultati in un caffé belle époque, osservare la sapiente arte del cioccolato, scegliere spezie che profumano d’oriente o cercar l’elisir di lunga vita in qualche centenaria erboristeria. Ecco perché, per tutelare questo variopinto patrimonio, nel 2011, dalla volontà di Comune, Camera di Commercio e Soprintendenza  è nato l’Albo delle Botteghe Storiche di Genova: un’iniziativa unica nel nostro Paese.  Il mio itinerario si è soffermato sulle pasticcerie, ma è possibile scegliere molti altri tipi di percorso: da quello dedicato agli Speziali a quello incentrato sugli antichi “arti e mestieri“, o quello più breve ma pur sempre goloso alla scoperta di farinata e altre tipicità salate.

Le pasticcerie storiche

Cari Klainguti, i vostri Falstaff sono migliori del mio!

La mia prima tappa si è soffermata sulla Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo (via di Fossatello,35-37 R) che annuncia la sua autenticità fin dall’insegna esterna al locale. Qui siamo stati deliziati dagli Amaretti di Voltaggio, e dal racconto appassionato dell’attuale proprietario Alessandro Cavo. La pasticceria, forse risalente al XVIII secolo, divenne rinomatissima nei primi anni del Novecento e presto portare a casa un dolce Marescotti come souvenir divenne un must per i piroscafisti che sbarcavano a Genova. Dopo un periodo di chiusura, dal 2008, la pasticceria è tornata all’antico splendore. Oggi al suo interno si rivive l’atmosfera di un caffè ottocentesco grazie agli arredi in stile Carlo X, i pregiatissimi rivestimenti in legno di acero e palissandro e elementi in marmo portoro. Una vera perla d’antiquariato è l’antico registratore di cassa in ferro celato nella sala superiore del negozio. Insieme al locale è risorto anche un vecchio rito: val la pena sedersi a un tavolo e gustare un aperitivo Marescotto per apprezzarne il sapore.

Pasticceria Liquoreria Cavo, Genova

Pasticceria Liquoreria Cavo, Genova

Continuando il giro fra vicoli e piazze, ci siamo fermati alla Confetteria Romanengo (piazza di Soziglia 74 76 R): un’altra pausa dolce con una storia tutta diversa da raccontare. La famiglia si specializzò infatti nella produzione di frutta candita, confetti e cioccolato,  ma ebbe anche l’idea di introdurre nel capoluogo ligure le gioie della pasticceria parigina. Fu così che nel 1829 depose il marchio Pietro Romanengo fu Stefano che si staglia ancora oggi all’esterno del locale.  Impossibile resistere al richiamo della vetrina coloratissima dove fanno bella mostra di sé confezioni di confetti, cioccolatini  di varia foggia, confetture e il tipico sciroppo di rosa. Da alcune varietà antiche di questo profumatissimo fiore si trae infatti un delizioso sciroppo che si usava offrire in piccoli calici agli ospiti e che oggi è un presidio slow-food. All’interno della Pasticceria Romanengo si rimane colpiti dai raffinati affreschi sul soffitto e dall’eleganza degli arredi che trasporta magicamente nella Parigi  fin de siècle.

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Confetteria Romanengo, Genova

Siamo quindi volati in Svizzera con le prelibatezze della Pasticceria Klainguti  (poco distante in Piazza di Soziglia, 98 R): una bottega che riusci ad incantare persino Giuseppe Verdi con in propri dolcetti: “Cari Klainguti, i vostri Falstaff sono migliori del mio!” si legge in un biglietto autografo ancora visibile nel negozio. I Falstaff non sono altro che gustose brioche inventate apposta per festeggiare il compositore di passaggio in città per una sua Prima. Anche la storia dei Klainguti non è priva di fascino: la famiglia, originaria di Pontresina, in Svizzera, si diresse a Genova nel 1826 per imbarcarsi per le Americhe, ma il destino volle che non partisse mai e che iniziasse a produrre i dolci del proprio paese. Fu così che presto anche questa pasticceria divenne un luogo amato e frequentato dai Genovesi. Oggi, nel locale gestito dalla famiglia Ubaldi, si rimane incantati dalle decorazioni belle époque e dai vasi di cristallo ricolmi di confetti, disposti ordinatamente alle spalle del bancone.

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Pasticceria Klainguti, Genova

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Pasticceria Klainguti, Genova

L’itinerario  dolce per le vie di Genova continua alla Pasticceria Profumo, con un’altra storia di famiglia e di un’arte tramandata di  generazione in generazione. Domenico Villa per primo inizio a vendere “droghe e coloniali” nelle ex scuderie di palazzo Lercari Parodi, in via Garibaldi, nel 1827. Ma presto la rivendita si indirizzò verso la pasticceria, attività che i Villa portarono avanti fino al 1968 quando cedettero il negozio a Mario Profumo.  Nonostante alcune riadattamenti, l’arredo costituito da scaffalature, credenze in legno con vetrine, banconi in legno e vetro, è originale della prima metà dell’Ottocento, così come il pavimento marmoreo e il soffitto con volte a crociera affrescato a motivi floreali. Il tour continua poi con altre visite ( quali l’altro laboratorio Romanengo, la pasticceria Viganotti e non solo) che vi invito a scoprire. Se volete ripercorrere queste tappe e conoscere le diverse affascinanti proposte vi consiglio di iscrivervi ai tour organizzati dalle Associazioni di Categoria ASCOM Confcommercio e Confesercenti, e dalla Camera di Commercio.

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