Cuba: non solo mare. Cosa non perdere della isola felice

Cuba non solo mare Avana 03

Cuba: L’Avana by Nick Karvounis su Unsplash

Immersa nei colori del mare caraibico, Cuba è una destinazione amatissima dagli Italiani. I più sono attratti dalle sue meravigliose spiagge e dalle coccole dei lussuosi resort della costa. Ma la più grande isola di quest’area dei tropici è molto di più di un lettino al sole. Cuba è un mondo cristallizzato in procinto di sciogliersi. E’ quasi come una tartaruga dopo il disgelo, con i movimenti ancora intorpiditi dal lungo letargo. Perché Cuba sta cambiando, lentamente, ma inesorabilmente. Se in peggio o in meglio sarà la storia a dirlo. Adesso non resta che affrettarsi a visitarla, prima che a Cuba atterrino McDonald’s e le catene in franchising tutte uguali in tutte le città del mondo. Occorre muoversi per vedere quello che resta di quel sogno di  socialismo terzomondista che ha accomunato molti paesi vessati dal Colonialismo  (fra questi per esempio, vi è anche il Mozambico di cui potete leggere qui). Occorre muoversi prima che si rompa la boule di vetro e che Cuba diventi una destinazione al caldo come le altre con tutti i loro pregi, privilegi, e difetti.

Il cuore di Cuba: l’AvanaCuba, non solo mare l'Avana

Punto di partenza di un’esperienza di viaggio a Cuba non può essere dunque che la sua capitale: L’Avana, che seduce nella sua decadenza. In particolare, L’Habana Vieja, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, è un intreccio di 5 chilometri di edifici coloniali, strade acciottolate, bei palazzi in ristrutturazione e piazze dove sedersi in un paladar, per scoprire la povera cucina locale  (non sono molti i prodotti che i Cubani reperiscono a causa del famoso embargo statunitense).  Fra i punti più belli, vi segnalo la Plaza de la Catedral  con la splendida chiesa barocca, Plaza de San Francisco, Plaza Vieja e Plaza de Armas dove si trova il Palacio de los Capitanes Generales. Da qui in poco tempo si possono ripercorrere  le orme di Ernest Hemingway fino alla Bodeguita del Medio, locale da lui frequentato e amato. Terminata la visita del centro storico e dei monumenti più importanti della città come il Capitolio, il Palazzo della Rivoluzione, sedi del potere politico, troverete i Cubani sul lungo-mare Malecon : luogo di incontro senza tempo per i locali e anche per i turisti.Cuba non solo mare l'Avana il Capitolio

Colonialismo, schiavismo e santeria: Cienfuegos e Trinidad

Persi fra un ballo, un sigaro, un buon bicchiere di rum e la giovialità dei suoi abitanti, non si lascerebbe mai l’Avana, ma Cuba ha molte altre città da scoprire, a cominciare da Cienfuegos:  una cittadina di porto elegante con molti edifici neo-classici del tempo coloniale, annoverata anch’essa fra i beni protetti dall’Unesco. Oppure, un po’ più lontano ancora ( 80 km ad est di Cienfuegos), la famosissima Trinidad, una città dall’atmosfera festosa e variopinta, da vivere soprattutto sul calar della sera, quando si balla interrottamente sulle scalinate della Casa de la Musica. Cuba non solo mare TrinidadUna particolarità qui, che vi consiglio di non perdere per avvicinarvi un poco alla mentalità del posto, è anche il Museo della Santeria: una religione nata dal sincretismo fra le credenze native, quelle degli schiavi e il Cristianesimo portato dai missionari, simile, per certi versi, al vudù.La Havane-Vente d'articles religieux-Santería (4)
E’ curioso infatti sapere che il regime castrista ha incoraggiato la santeria come forma di devozione locale autoctona in contrapposizione al Cattolicesimo di importazione.  Non bisogna dimenticare infine che Trinidad è anche il luogo giusto per scoprire un altro passato, comune a tutte le regioni caraibiche, che forse a Cuba passa in secondo piano rispetto alla storia più recente. Sto parlando del sistema delle piantagioni e dello schiavismo legato soprattutto alla produzione di tabacco, caffè e zucchero.  Da qui infatti vi consiglio un’escursione, possibile anche in treno a vapore,  alla Valle de Los Ingenios, dove un tempo gli schiavi di origine africana si ammassavano fra i campi di canne da zucchero. Pensate che furono trascinate a Cuba dall’Africa circa 930.000 persone con il solo scopo di lavorare in condizioni disastrose alle piantagioni. Una visita a questo luogo, oggi per lo più coltivato a mango, banane e guaiava, può far riflettere sulla complessa e travagliata storia dell’isola.

Sui passi del “Che” a Santa Clara

Parlando di storia, tuttavia, un viaggio a Cuba non può dirsi completo senza una sosta a Santa Clara, luogo iconico del Paese non soltanto perché qui risiede il monumento più famoso dedicato ad Ernesto Che Guevara, ma, anche perché davanti alle sue dimensioni e alla storia raccontata al museo si capisce l’inossidabilità del mito. A Santa Clara, tuttavia,  vi segnalo un altro monumento dedicato al “Comandante”, per me più toccante. Si tratta di una scultura in bronzo dall’interpretazione più moderna: lo raffigura infatti mentre cammina con lo sguardo fiero portando in braccio un bambino. Devo dire che mi ricorda  il dipinto del popolo che avanza del “terzo stato” di Pelizza da Volpedo e penso che il messaggio non sia dissimile. Parentesi di critica artistica chiusa, vi segnalo che la statua la troverete davanti al palazzo del partito comunista della città.  A riprova che il mito del “Che” resiste ancora, nonostante tutto, nel cuore dei Cubani. E chissà se resisterà all’apertura del primo fast-food.Cuba non solo mare Santa Clara

Le spiagge più belle

Ecco, adesso sì, che potrete specchiarvi nelle acque chiare del mare caraibico: cayo Santa Maria, sulla costa nord per vedere delfini e nuotare vicino alla barriera corallina,  cayo largo, sulla costa sud e la turistica Varadero, sono fra le mete più conosciute che offrono spiagge bianche  in cui riposare e riflettere su quella scheggia dell “isola felice” che si sarà infilata sotto la pelle e porterete a casa con voi.

 

 

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2 Comments:

  1. Mia mamma sogna Cuba da quando è piccola, e ha deciso che per i suoi 60 anni ci andrà. Io ovviamente sarò al seguito, essendo comunque una meta che mi affascina (e perché così le organizzerò il viaggio!), e sono certa che questo articolo mi sarà d’aiuto per il nostro itinerario alla scoperta dell’isola!

     

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