Creta! Nella terra del mito (e del vento)! Chapter 2

Falassarna, Creta

Falassarna, Creta

E’ il primo giorno in cui mi sveglio in terra cretese. Io e mio marito, belli pimpanti, ci alziamo e ci prepariamo per la prima vera gita della vacanza: partendo da Chania, oggi si va a Falassarna: segnalata, da molti, come una delle più belle spiagge della Creta occidentale. Usciti dalla cittadina in automobile, ci dirigiamo a Kissamos, passando per  la New National Road. Questa strada sarà fondamentale per tutto il nostro viaggio. Si tratta infatti di una vera e propria arteria  dell’isola che ne costeggia gran parte del lato settentrionale. Devo dire la verità: non ho notato Cretesi particolarmente “furiosi” alla guida così come si legge in molti diari di viaggio. Forse perché sono abituata allo stile locale e non ho notato grande differenza!  Kissamos, antica città ellenica, ci appare un po’ trascurata, con nuovi edifici piuttosto anonimi e negozietti turistici. Per questo, siamo molto contenti di soggiornare a Chania!

Arriviamo a Falassarna in prima mattinata, la spiaggia è ancora deserta, il mare  – ahimé  – increspato dal vento con onde maestose. Falassarna è una lunga lingua di sabbia dorata lambita da acque cristalline. Tuttavia, alle sue spalle, coltivazioni di ulivo intervallate da serre disturbano un po’ la visione del paesaggio. Il litorale è un susseguirsi di cale e calette orlate di sabbia fine e bionda intervallate da scoglietti.  Nella “grande”, scorgiamo subito molto ombrelloni. Cerchiamo perciò una baia un po’ più riparata e non attrezzata e la troviamo a ridosso del promontorio roccioso che chiude l’arenile ad est. Questo posto è stupendo: davanti a noi un piccolo anfiteatro di pietra vulcanica ha creato una lagunetta perfetta per il primo bagno della stagione! Mi ricorda un po’ le lagune di El Cotillo a Fuerteventura: ve lo consiglio assolutamente!

Falassarna, Creta, lagunetta sulla spiaggia

Falassarna, Creta, lagunetta sulla spiaggia

Ci fermiamo in quest’angolo di pace fino all’ora di pranzo, poi, la sete di scoperta prende il sopravvento e ci rimettiamo in marcia (direzione Chania)  per sostare a Kolymbari. Troviamo questa piccola località piuttosto carina, con un centro storico grazioso ornato di alberelli e una chiesetta ortodossa attorniata da caffé. Il tempo per un pranzo (insalata greca a 3 €!!! Gustosissima!), e ci lanciamo di nuovo in esplorazione del luogo. Percorriamo così  la strada per Afrata, fermandoci, di tanto in tanto, a osservare il mare. Essì, perché la costa è bellissima: punteggiata da scogli neri immersi in  un’acqua chiara e trasparentissima e, inoltre, placida come un stagno! Come non farsi un altro bagno? Bagno rilassante e educativo, visto che in acqua scorgiamo questi animaletti:

 

Creta, animali marini

Creta, animali marini

Adesso chiudete gli occhi. Chiudete gli occhi e sognate. Prima, delle rocce severe in una terra brulla e arida… poi un sentiero, un viottolo che sembra condurre proprio nel mezzo di queste cime aspre. All’improvviso la vista si apre e stentate a credere allo spettacolo che si manifesta ai vostri piedi. Un cordolo di sabbia chiara orlata di rosa: da una parte, una laguna celeste chiusa ad ovest da una potente scogliera; dall’altra, una spiaggia dolcemente digradante in un mare prima turchese venato di smeraldo, poi azzurro ed infine zaffiro lucente.

Balos. Creta: la sabbia è davvero rosa!

Balos. Creta: la sabbia è davvero rosa!

Spingete lo sguardo di fronte a voi per abbracciare la penisola di Gramvousa e poi, ancora più in là, le isole: falesie verticali sprofondate in mare. Se questo non è il sublime, poco ci manca.

Balos, Creta: l'isola in lontananza

Balos, Creta: le isole sullo sfondo

Tuttavia questo luogo non fa parte dell’immaginazione e potrete facilmente raggiungerlo – come abbiamo fatto noi, il giorno successivo – partendo proprio da Kissamos. Naturalmente abbiamo scelto di arrivarci a piedi, per godere della magia dello spettacolo che diventa sempre più reale, ma da Kissamos partono numerosi traghetti per raggiungere l’incanto di Balos, situato sull’estremità settentrionale della penisola, nel golfo di Tigàni.  Se invece volete avventurarvi a piedi, dovrete raggiungere il borgo di Kalivianì. Da qui parte uno sterrato percorribilissimo (occhio però agli strapiombi!) e molto panoramico che, dopo circa 8 km, conduce a uno spiazzo da cui si diparte il sentiero. All’entrata dello sterrato vi verrà richiesto di pagare una cifra, oserei dire simbolica,  di 2 €: state entrando nel Parco della Penisola di Gramvousa! Anche il sentiero è percorribilissimo, essendo gradonato.

Un ospite curioso del parcheggio per Balos

Un ospite curioso del parcheggio per Balos

Purtroppo per noi, il meteo non ci è stato amico. E il vento non ha mancato di farci compagnia… ma tutto questo non ha sminuito la vista dello scenario naturale di Balos. L’arenile è in parte attrezzato, ma in maniera discreta e non invasiva come siamo abituati qui in Italia.

Una nota storica: sull’isola di Gramvousa si erge una fortezza veneziana strategica per la difesa dai pirati. La fortezza ospitava gli alloggi dei soldati e una chiesa. Oggi si può visitare con le gite in traghetto in partenza da Kissamos.

Una curiosità: sul posto abbiamo notato moltissimi turisti russi! Ci siamo quindi divertiti a osservare le ragazze farsi fotografare tranquillamente in pose da playboy immediatamente rimbalzate su facebook! 😉

La giornata si conclude nel migliore dei modi nella nostra amata Chania: mercato e gelato! Slurp!

 

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