I borghi di Porto Venere, Le Grazie e Fezzano: un’alternativa alle Cinque Terre

I caseggiati pastello arrampicati sulle scogliere che, improvvise, si squarciano rivelando porticcioli segreti, l’odore dei limoni che tanto amava Montale, le agavi e le ginestre, le rocche diroccate, i castelli e le chiese che da secoli sfidano le tempeste e quell’atmosfera irripetibile che parla di pirati e di vigneti, di sale e di sole. Sono questi gli ingredienti che hanno fatto sì che le Cinque Terre entrassero nella top list di ogni viaggiatore per rubarne, a cosa fatta, il cuore, fuori da ogni retorica e frase fatta. Del resto parliamo di un paesaggio unico dove l’uomo ha modellato con fatica una terra ostile trasformandola in un giardino fertile e generoso. Si capisce che visitare le Cinque Terre sia diventata una priorità per chiunque si trovi a passare dall’Italia, ma vi posso assicurare che, se fatto nel modo e nei tempi sbagliati il sogno di una vita può facilmente trasformarsi in un incubo. Treni sovraffollati, file interminabili, prezzi triplicati e accessi interdetti sono solo alcuni dei disagi che potrete incontrare se vi ostinerete a voler visitare le cinque borgate marinare in alta stagione. Oltretutto, a seguito della pandemia, si sta parlando (giustamente) di ingressi contingentati a borghi e sentieri.

Ma niente paura: in questo articolo vi voglio suggerire una destinazione alternativa per gustare la stessa atmosfera che ha reso grandi le Cinque Terre. Pronti? Partiamo! Si va a Porto Venere!

Porto Venere: la più bella del Reame

Portovenere visto dal porto

I palazzi sul mare sembrano una quinta di teatro dipinta ad hoc con i colori acquarellati della salsedine, del sole, degli agrumi coltivati nei giardini

Ormai non è più un segreto: Porto Venere (o Portovenere, secondo una grafia comunemente accettata) eguaglia in bellezza le Cinque Terre, anzi, forse forse, le supera. Potremmo dire che parliamo di gemelli diversi per i quali è sempre difficile preferire l’uno o l’altro. Del resto questi borghi sono stati nominati insieme Patrimonio Mondiale dall’Unesco che, al di là delle divisioni amministrative, li legge come un unico territorio che si estende fino ad inglobare anche l’arcipelago delle isole Palmaria, Tino e Tinetto.

Portovenere sorge a poca distanza dalla città della Spezia sulla punta che chiude a ovest il ferro di cavallo del Golfo dei Poeti, al centro del Parco Naturale omonimo. Davanti al borgo, si stagliano le falesie ripide dell’isola della Palmaria che contribuiscono a rendere ancor più suggestivo uno scenario già pittoresco. Lo spettacolo a Porto Venere è infatti garantito: i palazzi sul mare sembrano una quinta di teatro dipinta ad hoc con i colori acquarellati della salsedine, del sole, degli agrumi coltivati nei giardini. Il borgo si sviluppa poi come un presepe marino, coronato in alto dalle rovine del Castello Doria.

Portovenere Chiesa San Pietro

Si entra nel paese dalla porta antica, oppure si può scegliere di rimanere lungomare percorrendo il lastricato pieno di ristorantini e localini chic. Proseguendo la passeggiata si conquista la suggestiva gradinata scavata nella roccia, che conduce all’altro gioiello dell’abitato: l’antica chiesa di San Pietro (1256-1277): sorta, non a caso, sui resti di un tempio dedicato a Venere proprio sullo sperone che chiude la mezzaluna del Golfo dei Poeti. E nonostante il tentativo di sradicare il culto originario, non posso immaginare un luogo più romantico di questo. La chiesetta è al tempo stesso severa e poetica, capace di suggerire storie arcane e leggende: un luogo per cavalieri, pirati, mostri marini e sirene. Affacciandovi dalle arcate potrete scorgere il mare sotto di voi e abbracciare con lo sguardo la costa che si srotola verso le Cinque Terre: l’ideale è giungervi al tramonto!

Particolare del mare visto dalla quadrifora della Chiesa di San Pietro

Vi consiglio a questo punto di salire fino al castello, da dove godrete di una vista superlativa sulla chiesetta, il borgo e le isole.

Se tutto questo ancora non vi bastasse (ma non lo credo possibile!) la costa di Porto Venere è arricchita da uno scenario di grotte naturali, famose per le immersioni. Non è difficile pensare che questi luoghi stregarono il romantico per eccellenza: Lord Byron, che proprio in una di queste grotte, oggi titolata a suo nome, si dice si ritirasse in meditazione. Fin da bambina sono rimasta impressionata dalla leggenda di questo scrittore che attraversava il golfo a nuoto, fino a San Terenzo, dove alloggiava il suo amico e grande poeta inglese Percy Bysshe Shelly. E’ bello pensare che i loro spiriti libertari alberghino ancora fra questi lidi.

Per comprenderne appieno la bellezza infine, vi suggerisco un giro in battello alla Palmaria da dove potrete godere della veduta perfetta del borgo da instagrammare subito o da portare a casa come un dolce, dolcissimo ricordo.

Credetemi: non penso di essere nel torto nell’affermare che Porto Venere rientri nella lista dei paesi più belli del mondo! Venite qui e poi mi saprete dire.

Le Grazie: la Burano ligure

il borgo delle Grazie

Dimenticate l’atmosfera cosmopolita e intensamente charme di Portovenere: alle Grazie si respira un’aria più familiare e tranquilla

Se le bellezze di Portovenere sono note in tutto il mondo, non molti sanno che a poca distanza si trovano 2 borghi graziosi che meritano una visita. Il primo di cui vi parlo, Le Grazie, soffre sicuramente della vicinanza al paese maggiore: un po’ come una stella la cui luce sia offuscata da quella di un’altra che ci appare più luminosa. Del resto non è facile convivere con la prima della classe. Il paese de Le Grazie si trova in un’ insenatura subito prima (venendo dalla Spezia) di Portovenere. Dimenticate l’atmosfera cosmopolita e intensamente charme di Portovenere: alle Grazie si respira un’aria familiare e tranquilla.

Nel 2007 la borgata è stata insignita del titolo “città dei palombari e dell’iperbarismo

Le Grazie è un paese molto antico, contrariamente a quanto potrebbe lasciare intendere il nome, non c’entrano nulla le ancelle di Venere e questo nominativo gli deriva dalla presenza del Santuario di Nostra Signora delle Grazie. Nel vicino complesso monastico, un tempo appartenuto agli Olivetani, oggi si possono ammirare affreschi quattrocenteschi mentre si presenzia a qualche evento culturale. A testimonianza della sua origine antica, si trovano i resti di una villa romana del I secolo a. C.: la villa del Varignano.

Ma la vera natura delle Grazie è naturalmente legata al mare. Gli abitanti del paese nei secoli si sono specializzati nella cantieristica navale e nell’esplorazione subacquea: su quest’ultimo punto, basti pensare che nel 2007 la borgata è stata insignita del titolo “città dei palombari e dell’iperbarismo” perché l’unica sul territorio nazionale ad avere tale caratteristiche, tanto che il corpo sommozzatori e incursori della Marina italiana ha base proprio a pochi passi da qui.

Oggi Le Grazie vanta un porticciolo turistico con una bella passeggiata lungo mare, da poco rinnovata. E’ bello fare un giro qui, lontano dall folla di Portovenere, osservando i velieri, e le yacht attraccati nel porto da una parte e il caseggiato variopinto dall’altro. Le abitazioni strette, attaccate l’una all’altra, dipinte in tonalità allegre e vivaci non hanno nulla di meno rispetto ai villaggi marinari più famosi della zona. Si affacciano, pigre, nello specchio verde della baia: a pensarci bene mi hanno fatto pensare ad una piccola Burano ligure. In effetti da qui il Golfo dei Poeti ricorda una laguna placida e tranquilla e il panorama di cui si gode sulla costa di Lerici e, poi, più lontano, il profilo azzurrino delle montagne non ha pari.

Alle Grazie si trovano anche due spiaggette (una rarità da queste parti!) da pochi anni dichiarate balneabili.

Io vi consiglio di fermarvi alle Grazie per avere un punto di vista diverso, forse più vero e local, sul un territorio tanto ammirato.

Fezzano: il borgo di Venere

il borgo di fezzano visto dal porto

Il caseggiato stretto e isolato come una fortezza si interrompe di tanto in tanto per lasciar posto ai tipici carruggi liguri

Ed ecco la storia che aspettavo di raccontarvi: allontanandoci ancora di più da Portovenere, tornando verso la Spezia, si trova il vero borgo di Venere: Fezzano. Arriviamoci per gradi.

Anche Fezzano sorge in una bella insenatura e la sua struttura architettonica prelude in tutto per tutto quella di Portovenere. Il caseggiato stretto e isolato come una fortezza si interrompe di tanto in tanto per lasciar posto ai tipici carruggi liguri: al centro, svetta il campanile della Chiesa che ne delinea il pittoresco skyline. A Fezzano il porticciolo è animato dai pontili mobili galleggianti grazie ai quali ci si può inoltrare fra le imbarcazioni in mezzo al mare, per osservare il borgo da angolazioni sempre diverse. Fezzano è un posto per una passeggiata tranquilla con i bambini che possono sgranchirsi le gambe nel parco giochi e nei bei giardini di epoca simile, credo, a quelli della Spezia. Ma Fezzano nasconde un vero segreto che, chi è appassionato d’arte come me, o semplicemente ama le curiosità non dovrebbe perdersi.

La Nascita di Venere, Sandro Botticelli, Firenze, Uffizi

Si dice che proprio a Fezzano nacque Simonetta Cattaneo, la donna più bella del Rinascimento Fiorentino

Si dice che proprio a Fezzano nacque Simonetta Cattaneo, la donna più bella del Rinascimento Fiorentino. Simonetta, di origine genovese, ma che a Fezzano viveva con la famiglia esiliata, nel 1469, all’età di 16 anni, andò in sposa a Marco Vespucci, di Firenze. Di lei si innamorò Giuliano de Medici, di lei cantò Lorenzo il Magnifico. La sua bellezza ispirò Le stanze per la giostra di Giuliano de Medici di Poliziano e, soprattutto, fu lei a diventare la musa ispiratrice di Sandro Botticelli. Si racconta che il pittore ne rimase tanto stregato da voler esser seppellito, alla sua morte, ai piedi della fanciulla nella Chiesa di Ognissanti. Perché la nobildonna fu destinata a morire presto (1476) ma ciò non impedì agli artisti di continuare a divulgare le sue forme armoniose: anzi si può dire che la sua bellezza diventò un canone universale. La novella Elena diede il volto a una delle Tre Grazie nella celeberrima Primavera (1478-1482) del pittore fiorentino. Ed è sempre il suo il viso, dai lineamenti morbidi e delicati, incorniciato dai lunghi capelli chiari, quello che non cessa di ammaliare le moltitudini ne La Nascita di Venere (1484-1487 circa).

Ebbene, proprio su questo dipinto il borgo di Fezzano ha qualcosa da svelare. Molti studiosi infatti concordano ormai nel ravvisare nel paesaggio alle spalle della Dea nascente proprio il Golfo dei Poeti: prima, il promontorio di Fezzano, quindi quello del Pezzino vicino alle Grazie, quello del Varignano e sullo sfondo l’Isola Palmaria. Botticelli infatti soggiornava spesso a Fezzano e nella celebre tela volle rendere omaggio alla sua Dea terrena e ai suoi luoghi natii.

Io vi consiglio una sosta in questa borgata e una passeggiata, cercando di riconoscere lo scenario di quel quadro immortale e chissà che non ne tocchiate ancora l’aura fra le brezze marine.

Oggi, a testimonianza di quel passato mitico, restano i ruderi della Villa Cattaneo: un cimelio riscoperto da poco e che il Comune intende valorizzare.

Forse non fu un caso se, in una terra da sempre consacrata alla Dea dell’Amore, nacque Venere in carne e ossa.

Ma per darvi un’idea di cosa troverete in questi due ultimi paesini, ho realizzato un breve video!

Portovenere, Le Grazie e Fezzano: come arrivare e quando andare

Tutti e 3 i borghi sono raggiungibili dalla Spezia in autobus con la linea 11/P. Portovenere può anche essere raggiunta in battello dalla Spezia. Vi sconsiglio di usare l’auto specie in alta stagione! Una data spettacolare per vedere Portovenere è il 17 agosto, quando per la festa della Madonna Bianca, si riempie di lumini che tremolano al buio. Ecco la mappa su maps:


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Porto Venere Le Grazie e Fezzano immagine per Pinterest

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