Cavallieri, dame e contadini: l’incanto del Medioevo al Castello del Buonconsiglio (Trento)


castello-buonconsiglio-trentoTrento è una splendida città universitaria molto piacevole da visitare in ogni stagione dell’anno. Con una bella piazza animata di caffé e gelaterie, palazzi storici, musei, castelli e il via-vai delle biciclette è una destinazione perfetta per chi si trovi in montagna e abbia voglia di un break cittadino, ma è anche una meta deliziosa in cui passare un weekend. Fra tutte le attrattive delle città di Trento ce n’è una che mi ha colpito in particolare e di cui vi voglio raccontare in questo articolo: il Castello del Buon Consiglio. Sarà forse colpa del ricordo degli studi universitari, ma ritengo la visita del castello e, ancor più precisamente, della Torre dell’Aquila imprescindibile durante una visita al capoluogo trentino.

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Gennaio: ciclo dei mesi di Maestro Venceslao (attribuito a), Castello di Buonconsiglio, Trento. Ph. di Diana Pitocco, pubblico dominio.

Infatti, sebbene in Trentino troverete molte rocche e fortilizi di vario genere ed epoca, difficilmente ammirerete un’opera d’arte tanto raffinata e preziosa quanto gli affreschi del Ciclo dei mesi della torre dell’Aquila: immaginate infatti uno spazio ristretto e circolare, come l’area di un cilindro appunto, le cui pareti siano interamente ricoperte di dipinti che, per la minuziosità dei dettagli, l’attenzione al colore e le forme morbide sembrino più arazzi che pitture parietali. Quando si è al loro cospetto è come se ci si trovasse all’interno di un caleidoscopio che, in più, ha il pregio di trasportarci al tempo di dame e cavallieri. Non bisogna dimenticare infatti che questo capolavoro è un rarissimo esempio di gotico cortese: quello stile elaborato e sinuoso che si diffuse nelle corti settentrionali come ultimo guizzo del Medioevo tramontante.  In particolare, il ciclo dei mesi, databile nei primi del Quattrocento, è  una sorta di calendario, con tanto di segni zodiacali, che illustra per ogni mese le attività della nobiltà e del contado. Le scene sono 11 poiché il mese di marzo è andato perduto in un incendio: il passaggio da un riquadro all’altro e dolce e armonioso, ritmato da colonnine ritorte che aiutano lo spettatore ad immaginare di osservare il panorama da un balcone. Dalle terre bianche di neve dell’inverno si passa ai prati fioriti della primavera, quindi ai campi arati e all’imbiondire dell’autunno per poi tornare ai rigori dei mesi freddi. Intanto osserviamo la giostra della vita di signori e contadini: i primi, ben vestiti, curati, dediti a passatempi quali il gioco della palla, la caccia, i tornei. I secondi, umili e semplici sempre impegnati nel lavoro nei campi. Non vi è alcuna concessione alla violenza, al macabro e al mostruoso tipici dei dipinti del periodo: come se il committente avesse voluto veder raffigurato un mondo ideale senza dolore e morte. Probabilmente, un rifugio dove cacciar via i cattivi pensieri e lasciarsi andare alla contemplazione del bello.

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Il ciclo dei mesi di Maestro Venceslao (attribuito a) al castello Buonconsiglio di Trento – Foto di Diana Pitocco. Pubblico dominio. Da notare la continuità narrativa delle scene

Come spesso accade per le grandi opere del passato, non sappiamo con certezza chi sia l’autore di questa grandiosa decorazione, ma sicuramente l’artista  ha trovato ispirazione nella vasta collezione di codici miniati del commitente: il principe vescovo Giorgio di Liechtenstein, ricco possidente in Moravia. Fra i preziosi incunaboli del nobile, il maestro ha certamente studiato le miniature del Tacuina Sanitatis ed altre opere di medicina e botanica per l’attenta resa della vegetazione e la costruzione della scena. Difficile poi non ricondurre l’opera al capolavoro franco-fiammingo le Très riches heures du Duc de Berry.

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Ciclo dei mesi di Maestro Venceslao: giugno. Ph. di Diana Pitocco. Pubblico dominio

Naturalmente al Castello c’è molto altro da visitare: la parte più antica, chiamata Castelvecchio, ci riporta al tempo in cui l’edificio assolveva alle funzioni militari come dimostrano le feritorie, le porte ferrate, l’ingresso su ponte elevatoio.C’è poi un vasto complesso rinascimentale, il Magno Palazzo con pregiati affreschi e grandi corridoi e un ultimo rimaneggiamento barocco (la Giunta Albertiana). L’edificio infine ospita di continuo mostre temporanee che rendono ancor più allettante la visita ma, a parer mio, nulla raggiunge il potere evocativo del Ciclo dei Mesi: pari a quello di una sfera di cristallo dentro alla quale scorra, imperturbabile, un Medioevo fantastico.

Castello di Buonconsiglio, Trento: l'ala rinascimentale

Castello di Buonconsiglio, Trento: l’ala rinascimentale

Informazioni pratiche:il Castello di Buonconsiglio fa parte di un circuito museale che comprende altri quattro castelli in Trentino: si può quindi scegliere fra un biglietto cumulativo o uno per la singola sede. Tutte le info le trovate sul sito Castello di Buonconsiglio . La visita nella torre dell’Aquila è con audioguida.  All’epoca della mia visita non era permesso fare foto nella Torre.

Dal castello di Buonconsiglio, un bellissimo panorama sulla città di Trento

Dal castello di Buonconsiglio, un bellissimo panorama sulla città di Trento

 

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3 Comments:

  1. Adoro Torre Aquila! Quando studiavo a Trento, l’estate lavoravo come custode museale proprio al Castello del Buonconsiglio e ho bellissimi ricordi di questo luogo. Inoltre avevo dato un esame all’università sul Gotico Internazionale e si parlava anche degli affreschi che rappresentano il ciclo dei mesi.

    Ci sono stata proprio un paio di settimane fa e ogni volta non voglio più uscire da questo luogo 🙂

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