Albisola Superiore e Albissola Marina: ceramica ad arte

Sono stata fortunata. Sono stata fortunata perché, fra le quaranta città di antica tradizione ceramica che hanno animato il weekend di Buongiorno Ceramica il 19 e 20 maggio, io sono stata inviata dall’Associazione Nazionale Travel Blogger ad Albisola Superiore ed Albissola Marina. E non potevo chiedere di meglio. Lo so che si dice sempre – e chi ci crede più! – ma per me è stato amore a prima vista e, di sicuro, vi parlerò molto di queste due destinazioni della costiera ligure di Ponente. Le Albisole sono la ceramica. E, potrei chiuderla qui, ma se di città di questo tipo nel nostro Bel Paese ce ne sono tantissime, questo spicchio di Liguria ha una marcia in più. La ceramica, anzi, per la precisione, la maiolica, non è soltanto la materia della tradizione, ma continua a scorrere nelle vene dei suoi abitanti e ad essere forza centripeta creativa attraendo artisti da tutto il mondo. Perché qui la manipolazione delle argille, oltre a dare vita a molteplici stili nel passato, ha più di recente incontrato le sfide dell’arte, quella con la “A” maiuscola, uscendo dall’ambito del decorativismo per essere accolta nell’Olimpo delle forme espressive più nobili, come mi ha raccontato Tullio Mazzotti, titolare della Fabbrica Casa Museo Ceramiche Giuseppe Mazzotti. Ed è questa la cifra distintiva del territorio. A partire dal primo Novecento e fino all’epoca contemporanea, la presenza di una tradizione consolidata, la disponibilità di materie prime, l’alto livello manifatturiero raggiunto dalle botteghe e, soprattutto, lo spirito innovatore  di alcune personalità locali hanno fatto sì che le Albisole si trasformassero in un crocevia di artisti e in  un luogo prolifico di incontro e dibattito per le tendenze più avanguardistiche: una sorta di grande Montmartre baciata dal sole, basata sulla terracotta smaltata.albisola- passeggiata-web

E pensare che si tratta di due città dalle dimensioni contenute: mentre Albisola Superiore conta circa 10.000 abitanti, la sorella Albissola Marina ne ha circa 5000. Separate dal torrente Sansobbia, ma unite dal ponte che lo attraversa,  non condividono solo la storia ceramica: in entrambe si percepisce subito quel vivere genuino, di paese, che tanto piace della Liguria. E spesso ciò che si origina nell’una si completa nell’altra: due terre, un solo mondo.

La ceramica nelle Albisole fra arte e quotidianità

Il mare, il sole,  i caseggiati ben rifiniti, protetti da solide alture sono ovviamente il primo biglietto da visita di queste località. Ma non appena ci si mette piede, gironzolando senza meta, ci si rende conto di trovarsi in un luogo diverso. La ceramica, qui, permea ogni aspetto della quotidianità e si insinua in ogni spazio. La maiolica compone le insegne dei negozi, occhieggia dalle fontane, riluce nei piatti e nei decori al ristorante. Sono di maiolica persino le targhette informative del percorso turistico. In un contesto del genere, le installazioni e i monumenti di artisti che hanno svolto un ruolo cardine nel secolo appena passato spuntano in ogni dove. Anche senza entrare in uno dei tanti laboratori sparpagliati sulle due cittadine, la ceramica ti viene incontro e finisce con l’ammaliarti.  Ne è un esempio la passeggiata Eugenio Montale di Albisola Superiore: quando ho lasciato il carrugio per imboccare la via del mare, non mi sarei aspettata di trovarvi una galleria a cielo aperto, il cui acme lo si raggiunge nella panchina Onda: una sinuosa seduta dal rivestimento ceramico a firma di Emanuele Luzzati, Aurelio Caminati, Carlos Carlé. Un’opera fluida e fantasiosa, quasi un gaudì in salsa ligure, da cui emergono sirene, mostri, divinità appartenenti alle acque chiare lì di fronte, in cui paiono specchiarsi.albissola-marina-lungomare-artisti-web

Ed anche se si continua la camminata per varcare “il confine” e giungere nella vicina Albissola Marina, l’incredulità non ti abbandona. Presto ci si trova a calpestare il Lungomare degli Artisti. Letteralmente. Quando fra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta l’amministrazione comunale dovette procedere con il rifacimento del marciapiede lungo la strada costiera, su idea di Aligi Sassu, pensò di far disegnare dei mosaici pavimentali ad artisti che in quel periodo frequentavano assiduamente la città. E così avvenne.  Ecco perché oggi sotto i piedi ci si trova, fra le altre, composizioni di  Capogrossi, Fontana, di nuovo Luzzati, lo stesso Sassu. Penso si tratti di un’opera di public art ante litteram unica al mondo che potrebbe essere presa ad esempio per il rinnovo di molte città italiane.Albissola-Marina-Lungomare-artisti

E del resto quest’osmosi fra il mondo dell’arte figurativa e la modellazione ceramica si dimostra anche attraverso l’esistenza del Muda (Museo Diffuso Albisola). Un circuito di visita integrato che mette in luce le connessioni fra pubblico e privato e porta alla scoperta di musei, botteghe, antiche fornaci, case ed atelier di artisti (come quello di Lucio Fontana, ben segnalato nello splendido Borgo Garitta), monumenti e fabbriche che hanno fatto la storia del luogo (imprescindibile, fra queste, una visita alla Mazzotti, citata prima e alla Ceramiche San Giorgio, ma ci torneremo con il prossimo articolo).

Una storia che si apprende al meglio visitando il piccolo, ma curato Centro Esposizioni. In questo spazio, tappa del Muda appunto, accanto ai capolavori dei grandi nomi che qui si sono confrontati con la ceramica – Asger Jorn, Wifredo Lam, Loris Cecchini, Agenore Fabbri, solo per citarne qualcuno –   si trovano anche curiosità che evocano storie di altri tempi, come i pannelli in maiolica realizzati da Lucio Fontana per il transatlantico Conte Grande.Albissola-Marina-centro-esposizioni-lucio-fontana-web

Si va ancora più indietro, risalendo  epoche e stili, osservando i manufatti conservati presso il Museo Manlio Trucco, nella vicina Albisola Superiore. In un ambiente confortevole e quasi intimo, che ospita anche la biblioteca Civica, sono esposti pezzi che dal Futurismo giungono fino ai primordi della lavorazione ceramica in loco, in epoca rinascimentale.  Qui, mi ha colpito una collezione di vasellame nero: l ‘avrei detta minimal e di design se non fosse stato che in realtà appartenesse al XVIII secolo. A dire il vero questo spazio polivalente nasconde una chicca che di per sé  merita una visita: la grandiosa Battaglia di Agenore Fabbri, del 1948. Un bassorilievo ceramico originalissimo, a tratti onirico e medievalista, dell’imponente mole di cinque tonnellate.albisola-museo-manlio-trucco-web

L’ennesima prova, se ancora ce ne fosse bisogno, della fecondità del rapporto amoroso fra arte e ceramica sui lidi albisolesi. D’altra parte questa liason continua a generare frutti e non a caso proprio qui vive e lavora Silvia Celeste Calcagno, prima donna italiana a ricevere il Premio Faenza, nel 2015.

Le Albisole sono la ceramica, lo ribadisco. E quello che è ancora più interessante è che questa compenetrazione si sia avverata in ogni strato del tessuto sociale divenendo il collante fra alto e basso, nobile e popolare, residenti e stranieri. Mentre gli artisti sfidavano la materia, altre figure, appartate e silenziose, la dominavano lasciando inequivocabili orme persino fra le mura degli abitati. Se i mueè, quei mattoni sporgenti dalle pareti visibili nei vicoli,  lasciano presagire la grande quantità di argilla che vi si metteva ad asciugare prima di essere lavorata, le antiche fornaci disseminate nei ricetti del centro storico, sono il monumento più eloquente dedicato ai ceramisti di ogni ordine e grado. Trovarle, è un po’ come risolvere un enigma. Si nascondono infatti nel retro di botteghe che mai lo lascerebbero indovinare da fuori.  Eccezionale è quella di Nicolò Poggi, nel cuore di Albissola Marina: al suo cospetto, guardando i mattoni anneriti dal fuoco alti e svettanti come su una torre, ho pensato a qualcosa di prodigioso.Albissola-marina-fornace-web

Gli eventi di Buongiorno Ceramica ad Albisola Superiore ed Albissola Marinaalbisola-buongiorno ceramica. 05 web. jpg

A questo punto forse sarà chiaro quanto la ceramica sia cruciale per le due Albisole, al punto da diventarne un tratto identitario. Ed ecco perché gli eventi di Buongiorno Ceramica qui sono stati inseriti nel cartellone della XIII edizione del Festival Internazionale della Maiolica che andrà avanti per tutta l’estate. Eventi per tutti, come Fish Art Lab, durante il quale i bambini potevano cimentarsi nell’arte del tornio sotto l’abile guida della Scuola di Ceramica di Albisola Superiore, oppure Ceramiche solidali in cui il ricavato della vendita degli oggetti realizzati dai piccoli della scuola primaria è stato devoluto in beneficenza.

Un momento speciale è stato sicuramente l’inaugurazione dei nuovi laboratori di prossimità Antico Giardino presso l’Ostello Le Stuoie, gestito dalla Diocesi ad Albissola Marina . Qui la ceramica si affianca ad altre attività manuali, quali la falegnameria, la sartoria, l’orto biologico, per dare una seconda possibilità a coloro che nella vita hanno incontrato degli ostacoli e hanno bisogno di costruirsi una strada alternativa, come spiegato dagli organizzatori. L’idea di affiancare questo spazio all’ostello risponde ancora una volta alla filosofia dell’incontro tipica della città e la ceramica si rivela una possibilità concreta di formazione e crescita anche per la fasce disagiate della popolazione.albissola-marina-antico-giardino

Ma se dovessi raccontare un evento che è un po’ la summa dell’attaccamento viscerale degli Abisolesi per la ceramica, citerei senz’altro Fish Art – U Pesciu, tenutosi  ad Albissola Marina la domenica pomeriggio. All’improvviso mi sono ritrovata circondata di colori, pennelli, solventi e un andirivieni continuo di persone. Tutti intenti a decorare un piatto con motivi di ispirazione marina, come da tradizione, che saranno rivenduti a scopo benefico.  E’ come se tutto quel brulicare di cui avevo seguito le tracce per due giorni fosse sciamato all’aperto e si fosse rivelato in una grande performance collettiva.  Più o meno bravi, artisti, professionisti, non importa. Loro, insieme, erano la dichiarazione di un amore che sempre si rinnova per quest’antico linguaggio espressivo.

Ed io che pensavo di passare un weekend a spasso fra vetrine ricolme di tazzine!

Pranzo e cena nelle Albisolealbisola-superiore-rosa-dei-venti-web

Mangiare nelle Albisole non sarà un problema: si trovano molti ristoranti e locali più o meno informali e per tutti i gusti. Ad Albisola Superiore vi consiglio il delizioso Rosa dei Venti. Situato nel pittoresco borgo di Capo, propone una cucina di mare sfiziosa e genuina in base al pescato.Non perdetevi le acciughe! Un cavallo di battaglia tipicamente ligure, servito in vari modi, che ricorre anche come motivo decorativo della ceramica albisolese! Ma anche la pasta, fatta in casa, è da provare!

Per cena, abbiamo assaggiato i piatti della Pescheria degli Artisti: un nome non casuale dato che ogni dettaglio del locale è stato realizzato in ceramica dagli artisti locali: dai tavoli alle tovagliette. Qui viene servito pesce, in base alla stagionalità, proveniente dalla pescheria “Pescevivo” di proprietà del locale, pescato o da allevamento biologico. La specialità della casa è il pesce crudo ed anche alla griglia, cucinato a vista! E’ possibile anche la formula all you can eat.  Se invece siete alla ricerca di qualcosa di più easy, per un pranzo veloce fra una visita e l’altra, o un’apericena in un ambiente giovane e allegro, consiglio Sale Fino Trattoria Moderna ad Albissola Marina: panini gourmet di mare e di terra, primi e secondi piatti.sale-fino-albissola

Per organizzare un soggiorno in loco, date un’occhiata ai siti Albisola Turismo e  Albissola Marina (pagina turismo).

Post in collaborazione con Buongiorno Ceramica: la festa della ceramica, in 40 città italiane, coordinata dall’Associazione Italiana Città della Ceramica per promuovere e divulgare il valore della ceramica in Italia. Info: Buongiorno Ceramica

Ringrazio di cuore gli Assessori Luca Ottonello, Giovanna Rolandi di Albisola Superiore e il vice-sindaco Nicoletta Negro di Albissola Marina per avermi aperto le porte delle proprie città!

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Un Commento:

  1. Mi piace troppo la definizione che hai usato “Un Gaudì in salsa ligure”, rende bene l’idea! Si vede che non scrivi che ti è piaciuto per seguire una tendenza ma perchè ti è piaciuto realmente, si coglie bene l’entusiasmo vero ed è così coinvolgente che viene realmente voglia di andarci in questa montmartre fatta di terracotta smaltata!

     

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