Zafferano, chinotto, fichi d’india: vi presento Tramonti di Campiglia, la settima terra.

Campiglia, La Spezia

Campiglia, La Spezia

Ognuno di noi ha un luogo speciale nel cuore. Un luogo magari vicino a casa che ritenete “vostro” perchè si lega a ricordi speciali, perché vi ha regalato forti emozioni o perché semplicemente lo considerate il vostro rifugio. Ecco, con il post di oggi, vi apro il mio cuore per parlarvi di uno di questi posticini dove amo rifugiarmi, anche solo con la mente, quando il grigio affolla le mie giornate. Oggi vi parlerò della Settima Terra, la “mia” terra: Tramonti di Campiglia.

Campiglia, La Spezia,si comincia a camminare...

Campiglia, La Spezia,si comincia a camminare…

Ho davanti una  mappa della costa ligure nel tratto che va da Portovenere a Monterosso e, mentre sfoglio i miei ricordi, indico le località che si incontrano ancor prima di Riomaggiore: Portovenere, Campiglia, Monesteroli, Fossola e Schiara. Spicca in particolare, dall’alto delle colline, Campiglia che un tempo veniva contata assieme alle cinque più famose borgate marinare e a Tramonti di Biassa fra le località  notevoli del litorale: non cinque dunque, bensì sette terre.

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Campiglia, La Spezia, scorci sul mare

Campiglia, La Spezia, scorci sul mare

Fino a non molto tempo fa anche io, come molti, mi ero limitata a scorrazzare su e giù con il trenino fra Riomaggiore e Monterosso senza neanche sapere cosa ci fosse ancora prima di quei paesi famosissimi.

È stato il mio allora fidanzato che conosce ogni sentiero, ogni più piccola traccia di quel meraviglioso territorio ad aprirmi, in una bella giornata di primavera, lo scrigno dei tesori. “Oggi andiamo a fare un giretto a Campiglia. Ti piacerà“. Mi ha detto. E io l’ho seguito senza troppe domande. Da allora mi sento fortunata e privilegiata… ed è anche per questo che l’ho sposato.

Quel giorno davanti a me trovai un piccolo paese del Comune della Spezia, abbarbicato sulle colline, affacciato direttamente sul mare. Anzi, dovrei dire su “i mari”: dal momento che Campiglia sorge proprio sullo spartiacque e da questa posizione privilegiata si possono osservare sia il Golfo della Spezia, sia la linea dell’orizzonte che dal mare aperto corre fino a toccare il profilo azzurrato del Monviso. Dunque, quattro case, un panorama mozzafiato, una chiesetta e piane gradonate a non finire. Già perché Tramonti di Campiglia è una terra verticale, un luogo non facile che richiede ardue camminate su scalini sbozzati nella pietra, ma che ripaga tutti gli sforzi con visuali straordinare su un mare selvaggio e segreto. A Campiglia si cammina in bilico fra vigneti, macchia mediterranea e fichi d’india. Ogni tanto qualche raro pino offre conforto nelle giornate di sole. Ma non serve percorrere per intero le sue vertiginose scalinate per coglierne la bellezza aspra: basta scendere qualche gradino e appollaiarsi su un masso per godersi in silenzio lo spettacolo. Noi lo facciamo sempre. Lontano dalle orde di turisti delle Cinque Terre vi sembrerà di aver conquistato un pezzetto di paradiso.

Campiglia, La Spezia, i terrazzamenti

Campiglia, La Spezia, i terrazzamenti

A chi è disposto a camminare questo luogo riserva però il suo meglio. Dal centro del paese si può imboccare l’Alta Via delle Cinque Terre, la spina dorsale della rete sentieristica di tutto il Parco della Cinque Terre e delle aree circostanti. Muovendo verso Portovenere si incontrerà  un vecchio mulino a vento, testimonianza di quando l’unica forza sfruttabile in quest’ambiente duro e in parte ostile era rappresentata dal vento. Proseguendo si incontreranno lecci, corbezzoli eriche, mentre in alto si potrà osservare il volo del gheppio o, se più fortunati, del falco pellegrino.  andando ancora avanti si resterà a bocca aperta. Si giunge infatti a un terrazzo panoramico chiamato, Pitone: da qui lo sguardo abbraccia le chiare falesie del Muzzerone, l’isola di Palmaria e del Tino e persino il profilo inconfondibile della chiesetta di San Pietro di Portovenere.

Campiglia, La Spezia. Sopra: le falesie del Muzzerone; sotto: la vista dal Pitone su Palmaria

Campiglia, La Spezia. Sopra: le falesie del Muzzerone; sotto: la vista dal Pitone su Palmaria

Le falesie del Muzzerone sono una palestra di roccia famosissima in tutto il mondo con vie di altissima difficoltà ma anche molte proposte arrampicatorie accessibili a chi sta muovendo i primi passi. Lo spettacolo di quelle pareti imponenti e verticali che sprofondano ripide nel mare ha veramente del sublime.

Anche dirigendosi in direzione opposta, a partire dal borgo di Campiglia, si raggiungono mete memorabili. Prendendo il sentiero CAI 535 (ex 4b), a partire dalla piazzetta del piccolo nucleo abitato, ci si inoltrerà pian piano in un paesaggio caratterizzato dai muretti a secco e dalle terrazze coltivate strappate alla terra brulla e arida dove oggi, oltre al vino, si produce zafferano e chinotto, introdotti recentemente dall’Associazione Campiglia.

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Si scende gradatamente fino a incontrare il bivio con il sentiero 536 che, con una scalinata in pendenza da record, porta al borgo incantato di Monesteroli. Una volta giunti a queste case di pietra aggrappate alla scogliera, Dio solo sa come, si può anche decidere di scendere fino al mare.

Monesteroli, La Spezia

Monesteroli, La Spezia

Tuttavia le spiagge che vi consiglio di raggiungere, sotto l’abitato di Campiglia, sono quelle del Persico: sicuramente uno dei posti di mare più belli di tutto il levante ligure. In questo caso dovrete imboccare il percorso CAI 528 (ex 11) che scende dolcemente fra vigneti, coltivi e case sparse. Si arriva quindi al gruppo di case del Chioso e qui chi non è abituato a discese ripide e risalite faticose può decidere di fermarsi e tornare indietro. Per tutti gli altri, una meravigliosa scalinata sconnessa, fatta da altri gradoni di pietra in mezzo alle eriche, con lo sguardo costantemente rivolto al mare, è una sfida che vi attende. Il prossimo piccolo agglomerato di tetti bassi e piani che ancora vi separa dal mare è quello del Persico. Qui, facendo attenzione, potrete riconoscere un esemplare di gelso secolare: relitto vivente di quando nelle povere case si cercava di ingrossare il salario mediante la coltivazione dei bachi da seta. Ancora un piccolo sforzo e sarete alla spiaggia (ma ricordate che dovrete risalire!).

Spiaggia del persico, Campiglia, La Spezia

Spiaggia del persico, Campiglia, La Spezia

 

Non aspettatevi una spiaggia bianca e comoda in cui stendere un telo per prendere il sole: qui anche il mare è selvaggio, fatto di ciottoli enormi e grigi che si immergono in un’acqua turchese e cristallina. Spesso non è neanche facile entrare in acqua perché, se il mare non è calmo, quelle rocce possono essere pericolose. In ogni caso sarete probabilmente soli  e vi basterà refrigerarvi con gli spruzzi delle onde in questo lido segreto.

Spiaggia del persico, Campiglia, La Spezia

Spiaggia del persico, Campiglia, La Spezia

Il giorno che venni qui per la prima volta rimasi stupefatta: come facevo a non conoscere questo posto? In fondo, a solo un’ora di macchina da quella che allora era casa mia. Passeggiare a Campiglia rimette ordine nei miei pensieri, e mi dona la pace. E in fondo credo che Campiglia sia un luogo che val la pena di visitare anche solo per il suo coraggio. Venite per conoscere le vie del sale, le scale scolpite nella terra fin dall’antichità, quando salire e scendere non era un divertimento, ma una necessità. Venite qui per vedere come gli uomini abbiano trasformato una costa impraticabile in un giardino.  E  come quegli stessi uomini continuino ancora oggi a non voler abbandonare la propria terra, a non cedere alle lusinghe del turismo di massa e rilancino piuttosto vecchie e nuove coltivazioni: vino certamente ma anche, come abbiamo visto, zafferano, chinotto e fichi d’india.

Nelle poche strutture ricettive del borgo, tornati dalle passeggiate, potrete assaggiare i piatti a base dei prodotti locali e il vino passito. Poi vi sporgerete da una terrazza e vi godrete la vista:  l’arcipelago toscano, la Corsica, la costa livornese… sentirete allora che nel vostro cuore avrete fatto posto per una terra nuova: la “vostra” settima terra.

Per tutte le informazioni pratiche ( dove dormire, mangiare, come arrivare) vi lascio in link dell’Associazione Campiglia.

Vi consiglio inoltre di verificare lo stato dei sentieri scrivendo al Cai della Spezia: cailaspezia@libero.it

Per tutto il resto, scrivetemi!

 

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4 Comments:

  1. Fantastico! Sarà la mia prossima meta! Grazie Giorni Rubati!

     
  2. Pingback:6 percorsi sul mare della Spezia

  3. Hi! Have you seen if they have any Long Term rates? I was hoping it would be like aiprrot parking ~being a transit hub~ and useful for train travel. I fear it will not be. Thanks!

     
  4. Pingback:Cinque terre segrete: la scalinata di Fossola - Giorni Rubati

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