L’Aia: quattro musei da non perdere fra curiosità e arte

Ogni tanto mi capita di inciampare in grossolani errori di valutazione. Succede che mi faccio un’idea a priori di qualcosa, sia essa un film, un gruppo musicale oppure una città. Prendiamo ad esempio L’Aia, non so che immagine ne abbiate voi, ma io – da ignorante – mi ero costruita un quadro del tutto errato, convinta dal suo ruolo nevralgico per la politica internazionale, che si trattasse di un centro spento, burocratico e, tutto sommato senz’alcun appeal. Adesso ho capito quanto quest’immagine fosse lontana della realtà e devo dirvi che tanta è stata la mia sorpresa da portarmi a rivedere i piani di viaggio per concedere alla “Città della Pace” qualche giorno in più. Ve ne inizio a parlare da quelle attrattive che mi hanno dato “la sveglia” e hanno acceso in me un interesse che si è ingigantito sempre più: un quartetto di splendidi musei, fra arte e curiosità, adatti ad essere visitati con tutta la famiglia:

Escher in het Paleis: con mio grande stupore ho scoperto che all’Aia si nasconde questo museo delizioso dedicato al celeberrimo incisore olandese Maurits Cornelis Escher. Sono sicura che, anche a chi il nome di quest’artista possa suonare sconosciuto, risulteranno subito familiari le “illusioni ottiche” che ricorrono sulle cover di romanzi e saggi e le sue stupefacenti metamorfosi che non smettono di interrogarci fin dalla nostra infanzia. Ebbene all’interno di questo sontuoso edificio si può ammirare la maggior parte della produzione dello schivo ed eccentrico creativo e, grazie ad un allestimento ben ordinato, capire la maturazione della sua opera.E per essere certi che tutti ne possano apprezzare la grandezza, senza annoiarsi, il meraviglioso spazio espositivo è completato da un intero piano interattivo con postazioni multimediali, giochi e finzioni che i bambini adoreranno!

Da non perdere: Metamorphosis II: la famosissima sequenza che mostra il continuo mutare degli elementi e la circolarità della vita. Sapevate che il borgo raffigurato non solo esiste veramente, ma si tratta dello splendido paese di Atrani?

Informazioni pratiche: il biglietto costa 9,50 € ad adulto, 6,50 € bambini. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 11.00  alle 17.00. Maggiori info sul sito ufficiale.

Come arrivare: L’Escher in het Paleis si trova in Lange Voorhout, 74 e si può raggiungere dalla stazione centrale con il tram n. 9. e con gli autobus 22 e 24.

Panorama Mesdag: di illusione in illusione, lasciato il raffinato palazzo dedicato a Escher, il viaggio nell’artifizio e nella messa in scena di altri tempi continua con questa chicca. Il Panorama Mesdag con i suoi 120 metri di circonferenza e 14 di altezza è il più grande dipinto circolare al mondo. Venne realizzato a partire dal 1880 dal pittore olandese Hendrik Willem Mesdag, su commissione di un’azienda belga che desiderava una raffigurazione del litorale di Scheveningen, e venne terminato in soli sei mesi . Secondo la moda dell’epoca Mesdag, con l’aiuto della moglie e di vari allievi, creò questo immenso dipinto in 3d che oggi come allora permette allo spettatore di immergersi nella vita in spiaggia. Difatti, camminando nella rotonda al centro della sala, si ha l’illusione di spostarsi all’interno del quadro come se si vivesse un’esperienza virtuale. La sensazione è amplificata poi dalla presenza di grandi dune di sabbia che aumentano il senso di profondità della visione e di effetti sonori che evocano il rumore del mare e dei gabbiani in volo. Tuttavia, vi assicuro, non lo si può capire se non lo si prova. Bisogna infatti affacciarsi dalla balaustra e prendersi del tempo per osservarne i dettagli: le barche dei pescatori, una donna che dipinge, villeggianti al sole, le case della marina e persino L’Aia stessa. Come fiore all’occhiello di questa installazione fin de sieclé l’opera è illuminata dalla luce naturale che filtrando dall’alto, muta forme e colori esattamente come nella realtà fuori. Insomma: niente da invidiare alla attuali installazioni multimediali!

Da non perdere: oltre al bellissimo Panorama, vi consiglio di soffermarvi a visitare la collezione di opere dell’autore e della moglie ospitata nell’edificio. Il museo accoglie anche esibizioni temporanee in linea con l’opera principale.

Informazioni pratiche: ingresso a pagamento (adulto 10 €; bambini 5 €). Orari: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 17.00; la domenica dalle 11.00 alle 17.00. Per saperne di più consultate il sito ufficiale.

Come arrivare: il Panorama Mesdag si trova in Zeestraat 65: circa quindici minuti a piedi dal centro storico oppure è raggiungibile con il tram n. 1.

Gemeentemuseum den Haag: dall’illusione passiamo all’astrazione. Chi infatti si trovi all’Aia non deve assolutamente mancare di visitare i 150 capolavori ospitati dal Gemeentemuseum. Tanto più che la punta di diamante della raccolta , fra i vari Picasso, Schiele, Morandi, Kandisky, è rappresentata dalla più vasta collezione al mondo dell’opera di Piet Mondrian, sicuramente uno delle personalità più significative della storia dell’arte internazionale. Vi confesso che io sono andata in visibilio davanti alle sue opere più famose come le “losanghe”, ma anche nel ripercorrerne la ricerca, dalla giovanili opere impressioniste come  il Mulino Rosso e Alberi nella luce della luna, attraverso dipinti sempre più chiari e puri fino alle limpide composizioni in giallo, rosso e blu. Oltretutto quest’anno cade il centenario dalla fondazione della rivista”De Stijl“: manifesto del pensiero  neoplasticista di Mondrian e altri grandi artisti olandesi. Il museo vi tributa con una spettacolare mostra sull’illustre pittore e Bart Van der Leck (fino al 21 maggio, ma il cartellone di eventi dedicati continua per tutto l’anno).  Non è finita qui, perché il magnifico museo progettato da H. P. Berlage nel 1935 riserva ancora delle sorprese, quali Wonderkamers.  Parliamo della sezione del complesso pensata per i bambini, ma da visitare anche se si ha qualche anno più, animata da giochi, dispositivi multimediali e allestimenti interattivi che accompagnano alla scoperta dell’arte e dell’evoluzione dello stile e del pensiero creativo.

Da non perdere: i celeberrimi tableau in cui linee nere scandiscono lo spazio, mosso dal gioco di pieni e vuoti e dalle note squillanti dei colori primari; Victory Boogie Woogie lo spettacolare “non finito”  del teorico del Neoplasticismo in cui si riflette tutto il dinamismo della Grande Mela.

Informazioni pratiche: il museo è aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10.00 alle 17.00. Il biglietto è pari a 15.00 per adulto, gratis per i ragazzi dai 18 anni in giù. Maggiori info sul sito ufficiale.

Come arrivare: dalla stazione centrale, prendere l’autobus 24 o il tram 16.

Mauritshuis: il piccolo ma estremamente affascinante Mauritshuis è sicuramente il più classico fra i musei che vi propongo. Ma come rinunciare a una panoramica sul secolo d’oro olandese, ai capolavori di Rubens, Rembrandt e Vermeer, per limitarmi ai più noti? La pinacoteca reale, perché di questo si tratta, è ospitata in un raffinato edificio del XVII che ne accresce il fascino: fra le pareti rivestite in seta, i soffitti affrescati e i luccicanti chandelier vanno in scena più di 200 dipinti da sindrome di Stendhal. Il più famoso di questi  è -neanche a dirlo – la ragazza con l’orecchino di perla: opera di  Vermeer nota al grande pubblico per avere ispirato l’omonimo romanzo di Tracy Chevalier. Ma non si può dimenticare La lezione di anatomia del dottor Tulip di Rembrandt Van Rijn.

Mauritshuis-lezione-anatomia-Rembrandt

Da non perdere: ed ecco l’ennesima sorpresa. Durante la mia visita ho scoperto che il museo ha acquistato nel 2012 un’opera bellissima, Still Life with Cheeses, Almonds and Pretzel,  firmata dalla bravissima Clara Peeters. Quest’artista fiamminga, che è uno dei pochi nomi femminili finalmente riconosciuti dalla critica d’arte, è stata sicuramente fra i più grandi autori di nature morte (genere che olandesi e fiamminghi portarono all’eccellenza).

Ma questo dipinto è sensazionale. Perché? Guardate con attenzione la brocca e scorgerete fra i riflessi la Peeters in persona. Vi assicuro che ho avuto i brividi! Vi ricordo che fino al 25 giugno troverete ad aspettarvi la mostra Slow Food: still life on the golden age, carrellata di genere con al centro proprio la produzione della Peeters.

Informazioni pratiche: la pinacoteca è aperta dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00 e il lunedì dalle 13.00 alle 18.00. L’entrata nel museo costa 14 € per adulto, gratis sotto i 19 anni. Date un’occhiata al sito ufficiale per info aggiornate.

Come arrivare: il museo è il più centrale dei quattro proposti, adiacente al regale complesso del Binnehof. Dalla stazione centrale si può prendere il tram 17 o, meglio, camminare.

Come vedete, già soltanto con questi quattro suggestivi musei si ha più che un motivo per venire all’Aia. Per avere maggiori informazioni al riguardo vi invito a consultare il sito di promozione turistica This is The Hague: ci troverete idee e suggerimenti su cosa vedere e dove mangiare, gli eventi in corso e tutto quanto vi sia utile per organizzare un soggiorno nella sorprendente città reale!

Ma questo è solo l’inizio e ve ne parlerò ancora nei prossimi articoli! Se invece volete conoscere le nostre tappe di viaggio nei Paesi Bassi, guardate qui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti da Facebook

comments

2 Comments:

  1. Pingback:Olanda in famiglia in sette giorni - Giorni Rubati

  2. Pingback:La sinfonia dei tulipani in Olanda: visitare il Keukenhof - Giorni Rubati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *