Diario di viaggio in USA. Capitolo 9: il giardino roccioso dello Zion National Park

Zion National park, Virgin River

Zion National Park, Virgin River

10 settembre: dopo aver passato un’altra giornata di riposo a Las Vegas, oggi ci rimettiamo in marcia. Il programma prevede la visita dello Zion National Park, nel sud dello Utah: certamente non uno dei parchi più visitati degli Stati Uniti, ma fra quelli più amati da escursionisti e arrampicatori. Lo Zion, come tradisce già il suo nome, è un luogo mitico: è qui che un gruppo di pionieri pensò di poter strappare la terra a un deserto roccioso, brullo e ostile consacrando le vette ruvide con una toponomastica rubata ai libri sacri. Le montagne qui risuonano nell’aria con nomi leggendari quali Angels Landing, The Courth of Patriarch, Temple of Sinawava ed è difficile non sentirsi intimoriti e rispettosi di fronte al loro innalzarsi improvviso e imponente. Non è un caso dunque che questo territorio sia stato sottoposto a tutela fin dal 1919, quando venne costituito il più vecchio parco nazionale dello Utah. Svanito il sogno di trasformare il deserto in un giardino, si fece spazio infatti il progetto di tutelare quell’area ricca di contrasti e così particolare. Fiore all’occhiello di questo grande sistema di terra, roccia e acqua sono i “Narrows“: i grandi canyon dorati scavati nei secoli dal Virgin River, annoverati fra le escursioni più belle da fare al mondo. Sono quindi molto ansiosa di visitare questo parco e di conoscere quei panorami magnifici che ho sognato per mesi sfogliando avidamente riviste e guide.
Intanto, anche per fare il check-out al Mandalay Bay, come al Parc 55 di San Francisco, non bisogna fare molto, se non riporre la chiave della stanza in una busta e imbucarla in una cassetta apposita nel vano ascensori. Quindi recuperiamo la macchina e partiamo. Presto passiamo il confine con lo Utah e abbandoniamo le lande polverose del Nevada per incontrare le rocce rosse della terra dei Mormoni. Nel primo pomeriggio arriviamo a Springdale: il paese più comodo per visitare il parco. Si tratta di una piccolissima cittadina, tutta orientata alla visita dello Zion. Non ci mettiamo molto, dunque, a trovare il nostro alloggio,  l’Harvest House: una deliziosa casetta ornata di piante grasse e grandi fiori viola incorniciata perfettamente dall’arco di guglie del parco.


This photo of Harvest House Bed and Breakfast is courtesy of TripAdvisor

Questo paesaggio mi sembra veramente un sogno antico e siamo davvero alle porte del parco! Il B&B, poi, è pulito ed accogliente. La nostra camera è graziosamente arredata in stile country, con un bel bagno tutto per noi e una grande vasca. Devo anche ringraziare il nostro ospite, Tom, che ci ha fornito moltissime informazioni sul parco e, soprattutto, ha controllato di continuo il meteo per noi. Già perché abbiamo lasciato il sole in Nevada ed adesso pian piano grandi nuvole nere minacciano pioggia.
Non possiamo permetterci di perdere tempo, quindi, in due minuti siamo al punto di raccolta della navetta che da Springdale conduce all’interno di Zion. Quando arriva lo shuttle mi rallegra molto il fatto che qui non ci sia traccia di ballerine e tacchi e tutti quanti indossino scarpe da montagna, a conferma dell‘attitudine più sportiva dei frequentatori di questo parco. Ci fiondiamo immediatamente sul Riversidewalk (un breve sentiero lungo il Virgin River che porta all’accesso delle gole) nella speranza di vedere anche solo per un attimo i Narrows ed è qui purtroppo che prendiamo la prima batosta: “Flashflood warning. Flashflooding imminent. Narrows closed to entry“, recita un cartello giallo posto all’ingresso del Riverside. Il rischio d’altra parte c’è in ogni periodo dell’anno: queste strettoie, così come altri canyon degli USA sono sottoposte a improvvise inondazioni molto pericolose per i visitatori. La loro particolarità è di essere fulminee e di travolgere qualsiasi cosa si trovi sul loro passaggio in pochi minuti. Si tratta di eventi fra i più temibili di questa zona. E gli Americani lo sanno bene. Per questo, preventivamente, in caso di maltempo vengono chiusi canyon e sentieri suscettibili di allagamenti.

Flashflood in arrivo!

Flashflood in arrivo!

Realizzo in questo momento che la visita dei Narrows rimarrà per me ancora solo un sogno.  Fingo spensieratezza e di prenderla con filosofia, ma in realtà dentro di me sono piuttosto arrabbiata! Ci incamminiamo comunque lungo il tratto di percorso visitabile sul fiume: il cielo è plumbeo e il verde delle foglie degli alberi spicca su uno sfondo uniforme e fangoso. Le acque del fiume scorrono piuttosto impetuose mescolate alla terra tanto da avere una parvenza lattiginosa. A far loro da sentinella, severe falesie di roccia rossa.

Zion National park, Virgin River: acqua tramutata in fango

Zion National Park, Virgin River: acqua tramutata in fango

Sono molto colpita da questo verde così brillante e rigoglioso in un luogo apparentemente aspro e ostile. Nel frattempo ci rallegra la compagnia di simpatici e sfacciati scoiattoli disposti a vendere la propria mamma pur di elemosinare qualche briciola! E sì che son belli pasciuti!

Zion National Park, meraviglie del sottobosco

Zion National Park, meraviglie del sottobosco

Uno scoaittolino dispettoso!

Uno scoaittolino dispettoso!

Nonostante la grandissima delusione per i Narrows, la passeggiata è piacevole e fra una foto e l’altra  arriviamo al termine del nostro percorso: scrutiamo con rimpianto fra le alti pareti là dove prende avvio il canyon: un paio di scatti anche qui e torniamo sui nostri passi.

Virgin River, Zion National Park: i Narrows rimango ancora un mistero!

Virgin River, Zion National Park: i Narrows rimangono ancora un mistero!

In conclusione, la breve passeggiata sul Riverside permette a tutti in poco tempo di farsi un’idea della natura di Zion: siamo molto lontani da tutti i paesaggi visti fin ora, siano essi i laghetti alpestri dello Yosemite o i deserti polverosi del Nevada. Sono quindi molto contenta di poter assaporare anche solo qualche goccia di questo scenario unico.
Concludiamo la giornata con una gustosa insalata al Whiptail Grill di Springdale, un locale informale gestito da simpatici ragazzi, che ci ha consigliato Tom.


Questa foto di Whiptail Grill è offerta da TripAdvisor

Spero tanto nell’indomani per potermi avvicinare ancora un po’ a questo regno degli Dei, convinta sempre di più che sia in questi luoghi inaccessibili che si respiri più a fondo il fascino ineffabile della natura.

 

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